Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Nella borsa della spesa

di Giandiego Marigo

Il modo con cui i non abbienti affrontano la spesa settimanale è quasi rituale. Questo è vero soprattutto per gli anziani. Il non abbiente gira per supermercati e negozi in cerca dell'offerta, del prezzo più conveniente, ma compra generalmente le medesime cose. Meno rituale per le famiglie, forse, ma sicuramente certo e vero per gli anziani.

Il costo della spesa di un pensionato, quindi è un parametro certo, non casuale e una pietra di raffronto di ottima rispondenza. Quindi facciamo una breve cronistoria, così, tanto per discutere e parlare della realtà, per una volta anziché nasconderci dietro a paraventi parolai. Tanto comodi e così, squisitamente politici.

Un pensionato che spendesse 30.000-40.000 lire prima della conversione con l'Euro si è trovato a spendere almeno 25-35 € dopo la conversione, e già a questo punto, considerando che stipendi e pensioni sono stati convertiti alla pari, l'attentato alla capacità d'acquisto era consistente. Ovviamente il sistema capitalistico non è amorevole ed ancor meno compassionevole, la sua finalità è il massimo profitto, quindi è quasi “normale” che i prezzi siano ancora aumentati nel tempo, mentre stipendi e pensioni rimanevano fermi. Arriviamo quindi alla situazione pre-Covid in cui il nostro pensionato di paragone spende almeno 40-45 € per la sua spesa di sempre.

Sempre la stessa, si badi, nel caso del nostro pensionato poi, nella sua casa non si mangiano carne ed affettati, quindi la spesa in questione è davvero “solita e parca”.

Scoppia la pandemia ed il nostro pensionato è “a rischio”, esce meno, gli è complesso, per molto tempo, il girare alla ricerca dei prezzi. I suoi consumi si contraggono, inizia a perdere oltre al potere anche la possibilità d'acquisto.

Sino ad arrivare all'oggi il nostro pensionato finalmente può girare, certo gli misurano la temperatura prima di entrare nei negozi e nei super, ma intanto può tornare a fare la spesa con la sua compagna … ed è già molto, per chi, da tempo, non vagheggia per aperi-cena.

Oggi il nostro amico non riesce, se non privandosi dei fondamentali, a spendere meno di 60.70 €, trova il 22% di IVA persino sui sacchetti di plastica riciclabile della frutta (obbligatori per altro), trova il 22%, in alcuni negozi, persino su un fantomatico ed arbitrario “Contributo Covid” che va dai 2 ai 4 €, eppure la sua pensione è la stessa, centesimo più o meno, del momento della conversione Lira-Euro. Il governo non aveva vigilato, tutelandolo allora e non lo ha fatto nemmeno oggi, nonostante le molte chiacchiere da progressista sia allora che oggi.

La sua pensione non si è spostata, minimamente e per lui che percepisce una pensione minima o bassa (sotto i 1000 €) INPS non c'è nemmeno il conforto di un “Reddito di Emergenza” con cui il governo di turno si riempie la bocca.

Questa è la realtà! Inconfutabile, palpabile, facilmente verificabile per qualsiasi sapientone da Task Force. Va anche detto che come tutti i dictat Made in Italy, esso non rientrerà, mai più, come per la benzina … una volta che i prezzi siano aumentati essi si cristallizzeranno, fissandosi ed evolveranno, eventualmente, solo in aumento; nonostante le eventuali fluttuazioni del mercato delle materie prime perché non sono frutto di alcuna legge, se non di quella della speculazione e del “massimo profitto”. Sciacallaggio capitalistico, vampirismo liberista. Mentre lo fanno, inoltre chiedono soldi allo stato per contributi pro-crisi e spostano le proprie sedi fiscali nei paradisi esentasse.

È questo il modo, il vero modo, al di là delle chiacchiere su complotti e golpe, che sono solo assestamenti del medesimo potere di sempre, vortici della medesima immagine che si specchia in sé stessa. in cui si crea l'abisso di classe fra gli abbienti ed i non. È su questo nuovo ed antichissimo criterio che si formano gli strati fra consumatori di alta e altissima fascia e quelli di bassa; ed è ancora così che nel primo mondo pseudodemocratico e ipocritamente egualitario nelle occasioni e nelle possibilità che chiamiamo “Primo Mondo” si “perdono” gli inutili, i superflui, i “pesi sociali”. Nell'indifferenza e nella dimenticanza, essi esistono solo per le lacrime strumentali dei virologi da stadio e studio televisivo, per le frasi a sensazione di politici istrionici. Così! Con la sanità privata, con il continuo annullamento e la privatizzazione dei servizi alla persona, con l'evanescenza sempre più concreta e reale degli enti locali, con le RSA a strapagamento (costano più, a volte, di un albergo a 5 stelle). Così! In attesa della prossima guerra che intanto prepariamo nel Mare della Cina, ai confini martirizzati della Palestina, nella durezza contro un’isola caraibica che ha la sola colpa d'essere un fulgido esempio. Nelle terre dell'antica Babilonia, contro i rimasugli fumanti d'una foresta che era polmone del mondo. Siamo troppi! È da tempo che ce lo ripetono.

Ultima modifica ilSabato, 30 Maggio 2020 13:47
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