Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Collaborazionismi e mediazioni

di Giandiego Marigo

Li hanno denominati in molti modi, menscevichi, liberal-democratici, hanno scomodato persino un termine storico come Socialdemocratici, ma anche revisionisti e collaborazionisti può andare bene. Certo è che sono, alla fine la medesima cosa, che oggi si riassume e si concentra nel PD e nei suoi reggi-coda di pseudo-sinistra. Si badi non si è così stolti da definire in alcun modo il PD nel suo complesso come partito d'ispirazione anche vagamente socialista. Esso è fondamentalmente liberal/liberista o peggio democratico-cristiano, ma alcune sue componenti restano o si danno tono da progressisti di sinistra, mentre i suoi reggi-strascico si rifanno, palesemente, ad un pensiero socialisteggiante, pur non incarnandolo affatto, proprio per questa loro natura sostanzialmente codista.

Nella storia recente essi hanno avuto numerose incarnazioni, dai cantori da balcone, ai guardiani anti-runner. Ai difensori strenui del governo giallo - celestino rosa pallido. Hanno fatto muro contro qualsiasi forma di dissenso, criminalizzato il dubbio, difeso la roccaforte del pensiero governativo. Concedendo amplissimi territori del dissenso popolare alla destra, criminalizzando la rabbia, negando sé stessi e la propria origine storica. Arrivando a deridere e rinnegare argomentazioni, certo a tratti usate in modo strumentale, ma senza alcun dubbio appartenenti alla evoluzione storica di quella che chiamammo sinistra radicale.

Sono arrivati a sostenere palesemente gli abusi, a loro parere necessari ed indispensabili di quelle che amano definire “Forze dell'ordine”. Tacendo su qualsiasi scorrettezza ed abuso, con la scusa della necessità inderogabile di salvaguardare la salute pubblica e di arginare il fenomeno Fascio-Salvi-Meloniano. Un generico e confuso, strumentale e dogmatico antifascismo, non sostanziale, in quanto non tiene conto dei comportamenti reali dell'area liberista che essi stessi incarnano, ma formale, esteriorizzato e sommario. Costruito su stereotipi, certo presenti, ma non unici nell'incarnarne la natura di collaborazionismo con il potere. Un antifascismo che ricorre a standard novecenteschi, frasi fatte e luoghi comuni che comprende in sé sia vittime che mandanti, in un afflato unitario niente affatto reale.

Rinunciando totalmente alla discussione sulla natura del potere capitalistico, accettandolo, arrendendosi ad esso sino a divenirne garanti e guardiani.

Approfitto qui per ringraziare Convergenza Socialista per un'ospitalità coraggiosa, per una coerenza che non teme la solitudine, per il coraggio delle idee e per la loro coerenza nel tempo.

Un errore storico e grave quello della pseuso-sinistra, che si estranea dalla classe da cui è nata e che l'ha storicamente giustificata, per divenire il guardiano di porta della “normalizzazione capitalistica” anche a costo di passare dal totalitarismo sanitario, non si parla qui di dittatura, non è il caso, anche perché per poterne affermare l'esistenza occorrerebbe un precedente democratico reale che a parere dello scrivente non esiste in questa situazione di democrazia formale, non sostanziale. Le modulazioni del potere elitario, sono solo queste modulazioni. Il potere sceglie, a seconda delle fasi storiche e delle convenienze momentanee, la divisa del suo portinaio e i metodi con i quali egli esprimerà il proprio ruolo, ma nella oggettività della portineria cambia pochissimo, pur con il modificarsi della divisa del portiere.

Il potere, da sempre, premette distanziatori e protezioni fra sé e una eventuale rabbia popolare e da sempre organizza mediatori che stiano fra la gente, vestiti come loro ed apparentemente protettivi, che usa come spie, cartine al tornasole, come argine formale e politico, come apparenze di popolarità, come tramiti populistici. Lo hanno sempre fatto e continueranno a farlo perché funziona molto bene.

Per finire come si manifesta, nella pratica del sociale, questa mediazione? Quantomeno come si manifesta nella contemporaneità? Con l'assunzione dei valori sistemici, l'abbandono della classe, anche a livello concettuale. La rappresentazione di un benessere diffuso e di un consumismo necessario. L'affermazione di un modello sociale come “L'unico possibile ed il migliore auspicabile”. L'appartenenza sostanziale ed indiscutibile ad un blocco Atlantista e pseudo-democratico e la definizione della guerra giusta, santa in difesa del sacro fuoco della democrazia e del pensiero cristiano ed occidentale.

Con l'uso dell'assolutismo della verità, forma filosofica per la quale il pensiero comune, ispirato dall'oggettività scientifica (controllata dal potere) e dal realismo pragmatico diviene l'unico pensiero possibile, l'unica forma di sanità mentale, l'unica normalità auspicabile. Per fare questo essi hanno bisogno di figure “popolari”, credibili, di una schiera di tribuni del popolo (più o meno di sinistra, conta poco) e se non li hanno (il che capita molto raramente) se li inventano.

Ultima modifica ilVenerdì, 12 Giugno 2020 09:27
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