Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La morte politica del transessualismo in Italia. Il suicidio politico dell'associazionismo T e alcune condizioni per una sua possibile resurrezione

di Neviana Calzolari

1 – La sovrapposizione confusiva tra sesso e genere alimentata dai Consultori ONIG e dalle Associazioni T che li promuovono o sostengono

Una persona transessuale è una persona che vuole cambiare le proprie caratteristiche sessuali secondarie possedute alla nascita, totalmente o parzialmente, per modificarle in senso analogo a quelle dell'altro sesso. Per poterle cambiare occorrono terapie ormonali e/o modificazioni chirurgiche.

Ma per poterle fare legalmente in Italia occorre sottoporsi a procedure, come quelle in essere nei consultori ONIG (Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere), che non hanno logicamente a che fare con un obiettivo riguardante la modificazione delle proprie caratteristiche sessuali, e quindi fisiche, quanto con la cosiddetta Identità di genere.

Cosa è la Identità di genere? Niente altro che un complesso di atteggiamenti e comportamenti sociali che vengono attribuiti convenzionalmente a uomini e donne; li potremmo anche definire stereotipi che in realtà non danno una rappresentazione reale della complessità e varietà con la quale gli esseri umani declinano personalmente e socialmente la propria identità sessuale.

I consultori ONIG chiedono alle persone che vogliono diventare transessuali di sottoporsi preliminarmente , per un certo periodo che è indicativamente almeno di qualche mese ma che può durare anche molto di più (come è stato nel mio caso), al cosiddetto real life test: cioè di vivere apparendo agli altri come se si fosse veramente del sesso opposto perché se ne assumono convenzionalmente comportamenti, atteggiamenti, abbigliamento, anche se non si è ancora modificato niente del proprio corpo e del proprio sesso.

Prima di cambiare effettivamente sesso devi far finta sul piano sociale di averlo fatto, e se lo psicologo valuta che ti trovi bene e a tuo agio nel far finta, allora puoi anche accedere al percorso medico-chirurgico per cambiare sesso veramente.

2 – Il suicidio politico del mondo T in termini di sostanziale isolamento e strumentalizzazione da parte del mainstream del movimento LGBTQIA

Questa sovrapposizione confusiva tra sesso e genere, alimentata innanzitutto proprio da quelle associazioni T che mettono la loro bandierina politica sui consultori ONIG o che comunque li sostengono indirettamente, è la prima grande ragione di quella che io chiamo morte politica del transessualismo in Italia, innanzitutto in quanto svilisce le persone transessuali che vengono incoraggiate ad essere “caricature”, stereotipi di genere, e non esseri umani autentici che, modificando in tal modo il loro corpo, diventeranno comunque esseri umani con una loro specificità, sia pur riconducibile alla binarietà, di donne transessuali o di uomini transessuali. Tutto ciò può contribuire a determinare, in persone transessuali povere di autostima e di strumenti sociali o culturali, una maggiore difficoltà a rapportarsi senza complessi di inferiorità con le persone che rimangono invece “fedeli” al proprio sesso biologico.

Quante donne biologiche mi hanno riferito, ad esempio, di donne transessuali inizialmente anche positive nei loro confronti e poi progressivamente sempre più ostili dato che il tempo e le esperienze relazionali comunque non possono eliminare quelle differenze che sempre esisteranno tra di loro.

Queste persone transessuali d'altra parte, non solo non potranno mai riconoscersi completamente negli esseri umani del sesso di elezione, ma non potranno mai veramente riconoscersi neanche nelle persone transessuali che sostengono quei consultori che “tradiscono” la differenza tra sesso e genere; che vendono una contraddizione schizofrenica tra slogan pseudo politici inneggianti alla libertà di autodeterminazione, e realtà di servizi che ti chiedono di adattarti a quelle caricature che sono le identità di genere: altro che libertà di essere ciò che desideri come sesso.

Va da sé che la confusione tra sesso e genere alimenta conflittualità e malessere pure nel rapporto con il mondo femminista, tanto che gli pseudo rappresentanti politici del mondo T si sono dovuti inventare una caricatura del femminismo quale il transfemminismo, mettendo in un unico guazzabuglio istanze e condizioni personali diversissime tra loro e soprattutto sganciate dai sessi : biologici o di elezione modificati ormonalmente/chirurgicamente, ed equiparati invece a quelle che sono  semplici autodichiarazioni sul proprio vissuto in termini di genere percepito.

Gli pseudo rappresentanti politici del mondo T si ritrovano così percepiti come non affidabili da tante persone transessuali interessate soltanto dalla istanza di modifica del proprio sesso e del proprio corpo, e si ritrovano in conflitto con quel mondo femminista che fa della distinzione tra sesso e genere uno dei pilastri della propria azione politica e di autocoscienza.

Per non ritrovarsi senza appoggi politici allora devono poter contare sull'appoggio (che poi diventa anche abbraccio mortale) da parte dei sostenitori di teorie queer che alimentano proprio la sovrapposizione confusiva tra sesso e genere: in particolare gay, lesbiche affascinate dalle sirene della fuga dalla binarietà, e persone che presumono di poter costruirsi una propria identità personale e sociale prescindendo dal corpo e dal sesso. In quest'ultimo caso, in gran parte, si tratta di persone che mostrano problemi di forte disadattamento alla realtà senza dare però prova di grande concretezza nell'affrontare il disadattamento stesso: cioè si tratta fondamentalmente di persone contente del proprio disadattamento.

Va da sé, allora, che l'impulso all'innovazione normativa da parte degli pseudo rappresentanti del mondo T, per quel che riguarda la transessualità, non tocca e non riguarda ciò che conta veramente per le persone potenzialmente ed effettivamente transessuali: vale a dire innanzitutto una modifica della L. 164/1982 che riconosca anche alle persone che hanno comunque cambiato in parte le proprie caratteristiche sessuali secondarie (e che non si sottopongono all'intervento di riassegnazione chirurgica di sesso) la possibilità di cambiare il sesso e le generalità anagrafiche. In secondo luogo una rifondazione radicale dei consultori per le persone transessuali non fondandoli più sull'identità di genere ma sulla raccomandazione dell'OMS di prendersene cura come condizione della salute sessuale.

No, niente di tutto questo: anziché riconoscere di avere sbagliato nel confondere sesso e genere alzano addirittura il tiro arrivando a proporre di riconoscere come persone trans anche coloro che, minorenni e con un corpo ancora in fase di sviluppo, non hanno nemmeno fatto esperienze adulte concrete con il proprio sesso di nascita, ma hanno potuto soltanto avere fantasie adolescenziali di identificazione di genere.

E alzano il tiro in generale arrivando anche a sposare le istanze di semplice autodichiarazione di cambiamento di sesso sulla base del vissuto di genere percepito.

Come corollario va da sé che in cambio gli alleati politici gay e queer chiedono di sposare istanze antifemministe come l'utero in affitto ( o maternità surrogata che dir si voglia) e la prostituzione, anche perché comunque questo serve (come per l'istanza di regolamentare la prostituzione in quanto lavoro) pure a normalizzare e rendere accettabile, come realtà pseudodeterminata, la vita “sfigata” che fa la maggioranza delle persone T che si prostituisce (come scelta sì, ma di autoemarginazione: gran bella scelta).

3 – Una resurrezione politica è possibile?

Non lo so. D'altra parte chi ha ruoli di leadership nell'attivismo trans è quasi sempre perché ha fatto scelte di transizione senza prima aver costruito una propria identità e autonomia professionale, lavorativa ed economica. Occorre fare scelte, queste sì, molto dure, di non fare una vita “normale”, di non sapere più come è fatta e io non ce la farei mai: sarebbero troppe le rinunce da fare e per cosa poi? Le persone transessuali più sagge e pazienti comunque hanno sviluppato l'arte di arrangiarsi bene nella propria vita senza bisogno di rappresentanti politici che hanno invece bisogno di tenersi ben strette le persone più povere di strumenti (che sicuramente non le metterebbero in discussione).

Non vi è dubbio però che potrà risorgere solo ripartendo da una rappresentanza capace di confrontarsi in modo positivo con il mondo femminista, e con un pensiero di sinistra che recuperi la capacità di costruire un welfare state che sostenga veramente con efficacia e professionalità percorsi come i nostri, arrivando ,ad esempio, a rifondare i servizi per le persone T eliminando i consultori specifici, per costruire invece al loro posto una rete territoriale decentrata (cioè presente in ogni territorio) di psicologi, psichiatri, endocrinologi e chirurghi disposti a investire su di noi, e non solo assegnati burocraticamente dalle ASL.

In questo momento non vedo, o comunque non conosco, nessuna persona transessuale capace, ma soprattutto motivata, nel fare un percorso politico di questo tipo, ma mai dire mai...

Ultima modifica ilVenerdì, 12 Giugno 2020 14:31
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