Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La Sanità un bubbone difficile da trattare

di Giandiego Marigo

La cosa avviene di seguito a COVID, come forma di reazione alla dimenticanza ed agli errori, gravissimi, compiuti un poco dovunque dalle terapie ai governi, passando dalla strumentalità delle opposizioni di destra, che con una mano dismettono, con l'altra rubano e con la bocca accusano, gli altri, di farlo.

Dicevamo che la “necessità” si muove come risposta alla gestione emergenziale ma non si ferma a quella; il Covid ha esposto il bubbone, dimostrato tutta la sua purulenza, ammesso che vi fosse l'esigenza di esporre ulteriormente lo stato drammatico della Sanità, soprattutto lombarda, ma in realtà nazionale. Le bibliche attese nel pubblico, contrapposte ai costi esorbitanti del privato, la noncuranza, l'esclusione metodica degli ultimi e dei non abbienti.

Il problema è stato trattato più volte, anche da noi, ma sin troppo spesso la disquisizione rimaneva teorica, esposta mediante una denuncia verbale o scritta, ma comunque come forma di sdegno, manifestata ma non approfondita in momenti di organizzazione. Oggi nascono in Emilia ed in Lombardia (non a caso le regioni maggiormente esposte allo tsunami del COVID) I “Comitati di difesa della Salute Pubblica” ( a cura di Medicina Democratica e molte altre associazioni territoriali e nazionali e con la partecipazione fondamentale del sindacato) e finalmente si parla di Controllo Democratico dal Basso, di una forma di coinvolgimento dei cittadini nel controllo diretto di un settore, da sempre, rimasto fumosamente preda di multinazionali del farmaco, politici di lungo corso e addetti ai lavori amici dei politici medesimi, in un nodo gordiano di interessi privati, gestito da Big Pharma e coordinato dalle leggi inventate del mercato.

La premessa di tale Movimento in crescita può essere una sola “La Salute è diritto, non è merce”. Qui il manifesto su cui i territori stanno lavorando per renderla rivendicativa anche a livello locale e, soprattutto regionale.

La sanità è stata ed è il luogo in cui si sono manifestati in modo più crudele, evidente e classista gli effetti della trasformazione privatitistica e multinazionalistica della società. Non che ci si aspetti altro di diverso dal capitalismo che non sia una soluzione di esclusione e privilegio, ma senza alcun dubbio gli ultimi anni hanno rappresentato l'esaltazione degenerata di questo concetto. Anche per l'avvento di personaggi ai limiti della decenza e della mafiosità al governo delle regioni, oggi gestori della sanità.

La compulsione per le privatizzazioni sta significando le dismissioni a prezzi da realizzo di interi comparti produttivi e fortemente redditizi dallo Stato a strane lobby di agglomerati amical-capitalistici. Tendenza niente affatto mitigata dall'avvento di alcun governo che fosse brunoscuro, gialloverde, celestino-rosa pallido o arancione spinto.

La dismissione dei gioielli dello Stato rimane l'obiettivo principale di questa fase storica, rivelando la strumentalità derisoria dell'avvicendarsi di governi fra loro diversi ed uguali.

La Sanità è un affare plurimiliardario, che si intreccia con le paure ataviche della moltitudine (non posso chiamare masse quel che rivela essere solo marasma). La salvezza, presunta e medializzata a gran voce, dalla malattia, dal dolore e dalla morte diviene l'arma di ricatto, controllo ed ipnosi della moltitudine sopra citata.

La nascita di Comitati va quindi salutata con gioia, pur permanendo alcuni limiti, di pragmatismo in eccesso in alcune loro componenti.

Molti, infatti, richiamano alla “fattibilità” all'oggettività al riconoscimento di una “condizione di fatto”.

Questo è limitante ed in ultima analisi sbagliato, in questo campo è giusto chiedere il ritorno alle condizioni precedenti all'ondata delle privatizzazioni ed il richiamo alla scientificità delle centralizzazioni e delle dismissioni dei piccoli centri di cura è sottesa dalla visione oggi imperante, che finisce nel giustificare la privatizzazione e la chiusura degli ospedali del territorio.

La proposta delle “Case della Salute”, degli infermieri territoriali, dei pronto soccorso locali e di centri di cura di buon livello sparsi nel territorio, pubblici , accessibili ci pare indispensabile e necessaria. Così come non ci appare affatto velleitario il porre la questione di un massiccio ritorno al Pubblico e di una ridefinizione del concetto stesso di scienza medica, rinunciando all'assolutismo miope e deviante della scienza ad effetto da salotto televisivo.

Un ultimo discorso per questo primo approccio all'argomento dei Comitati Territoriali dicendo che una particolare attenzione andrebbe posta all'accesso al diritto per gli ultimi, in aumento costante, che vengono gradualmente esclusi dal suddetto diritto, in modo quasi inerziale, per le immanenti difficoltà all'accesso al pubblico ed alla gratuità (lo stesso accesso alla prevenzione Covid è a pagamento ed il Lombardia, per esempio, molto caro).

Territorialità, capacità di risposta, accorciamento dei tempi di accesso, facilitazione all'accesso medesimo per disabili, ultimi. Servizi ospedalieri ambulatoriali pubblici accessibili e territoriali. Controllo e garanzia del diritto alla salute sui posti di lavoro in chiave di contagio … ma non solo, controllo delle applicazioni delle regole di garanzia sui posti di lavoro, pubblici e privati.

Ridiscussione del ruolo e della funzione delle RSA divenute luoghi di paura e morte a prezzi esorbitanti, con servizi parziali e fortemente monetizzati, che gravano sulle spalle delle famiglie italiane, in caso di incapienza dell'assistito, in piena incostituzionalità. Adeguamento del personale alle esigenze reali, assunzioni quindi anziché licenziamenti. Adeguamento del percorso universitario alle esigenze reali (apertura del numero chiuso, facilità di accesso al lavoro sul campo per gli ultimi anni e gli specializzandi)

La Sanità come complesso olistico del viver bene, della salute mentale e fisica che è opposta e diversa da quello che oggi le leggi di mercato vorrebbero ridurre a merce.

Ultima modifica ilDomenica, 12 Luglio 2020 11:56
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