Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Finestre di Overton

di Giandiego Marigo

L'ispirazione di questo articolo deriva da un'amena chiacchiera amicale, imperniata sulla, ormai conclamata, realtà d'uno pseudo-progressismo che diviene di fatto veicolo del liberismo selvaggio e della progettualità “Per un Nuovo Ordine Mondiale”.

Ciò e vero a tal punto che la relazione dell'On. E. Fiano alla direzione del PD titola esattamente in questo modo. “È una finestra di Overton aperta da molto tempo” mi ha risposto l'amico in questione ed aveva ragione.

Spieghiamo per chi non lo sapesse cosa sia una Finestra di Overton: è una metodologia sociologica temporizzata e a steps, scientificamente valida, atta a rendere accettabile e condivisibile, gradualmente, ciò che prima della sua apertura non lo era.

Ed è esattamente il metodo con il quale cose ritenute impossibili, inaccettabili solo qualche anno fa oggi divengono non solo accettabili, ma addirittura condivisibili.

Ripensando a questa discussione mi è venuto in mente come non si possa e non si debba affermare che solo nella contemporaneità si stiano attuando metodologie di manipolazione e di controllo e come, se di attentato alla democrazia si possa parlare questo sia in atto da moltissimo tempo, gradualmente; da ultimo come quell'area che viene ritenuta a torto o ragione progressista si sia , nel tempo, trasformata nella sede principale del liberismo italiano.

L'ingenuità e l'impreparazione e certo populismo del poco o nulla si baloccano sull'immediato, rispondendo in modo retorico e manieristico (sfruttando per altro linguaggi e terminologie scoperte ed usate negli anni dal radicalismo di sinistra ed a suo tempo, da quegli stessi che oggi le sfruttano, trattate come sciocchezze e velleitarismi assoluti) alle sollecitazioni del momento, cavalcando l'attualità, sfruttando i comportamenti di pseudo-alternativa che il liberismo concede, per ritemprarsi.

Contestando le superficialità in modo ripetitivo, deformando e rendendo grottesco il dissenso, ammantandolo di xenofobia, di moralismo, omofobia, mischiando in un calderone maleodorante il tutto, per ricavarne solo slogan efficaci al fine elettoralistico. Nella realtà non esiste una opposizione (se non minoritaria e testimoniale) che allo stato sappia contrastare l'avvento del Medioevo Tecnologico, dell'Era del Multinazionalismo Capitalistico che sostituisce i poteri nazionali e mantiene le nazioni stesse come fonte di tifoseria d'appartenenza. Del tutto strumentali ma inutili per la conservazione del potere reale.

Eppure la memoria storica ci supporta, volendo e ricordando, testimoniandoci come il Liberismo nasca dalla cultura di destra, dalla degenerazione calvinista del liberalesimo 6/7/800centesco, già embrionalmente contenuta nelle dottrine politiche di potere del primo rinascimento.

Il Liberismo appartiene alla cultura, cosiddetta, di destra (si badi l'uso dei termini destra e sinistra è qui adottato ai soli fini di ottenere la comprensione, chi scrive ritiene che tali definizioni siano vaghe, poco attendibili ed essenzialmente geografiche).

Nella contemporaneità esso viene ri-attualizzato da R. Reagan e M. Thatcher, non a caso. Purtroppo di tale deleteria filosofia, forse individuandola come scorciatoia per il potere personale, si innamorano T. Blair ed i suoi emuli nostrani e con l'ausilio dei Clinton prima e di Obama poi esso diviene patrimonio del pseudo-progressismo mondiale.

Una delle astuzie fondamentali del liberismo è quella di deregolamentare l'economia, privandola di ogni forma di ostacolo morale o pratico e di ogni forma di controllo, ma di valorizzare in modo formale e di facciata una sorta di progressismo del contorno. Mentre distoglie l'attenzione dallo scontro principale di classe, la punta su aspetti formali della società, la libertà sessuale e di genere, l'apparente uniformazione della società consumistica, l'uso della modernità nel messaggio pubblicitario. L'apparente liberalizzazione dei comportamenti e mentre produce l'azzeramento dei diritti dei lavoratori, realizzando lo sfruttamento più brutale, apparentemente si cura dell'ammodernamento sociale.

Esso mantiene e nutre nel proprio seno sia il legislatore che l'oppositore, che per ragioni solo apparentemente diverse alla fine concordano sui fondamentali: la privatizzazione d'ogni Bene Comune, dei servizi fondamentali, il consumismo selvaggio con obsolescenza programmata annessa (i beni durevoli creano meno guadagni), la filosofia della Crescita Eterna, la competizione selvaggia (anche se solo apparente) interna alla società.

La stratificazione sempre più accentuata con la creazione di una oligarchia privilegiata, che dandosi toni d'intellettualità e di liberalismo politico funziona da cuscino servile ed attento fra la moltitudine e l'Élite.

Dal campo del contendere viene “allontanato” lo scontro di classe, che la borghesia però continua ad operare, ma che contemporaneamente nega come “parametro valido”.

Se è quindi vero che oggi si crea una figura sociale nuova, quella del “consumatore di bassa fascia”, pur in tutte le sue gradazioni apparenti; lo è anche che il rapporto fra le classi rimane, in realtà invariato, pur nel suo adattamento alla società contemporanea. Forse si creano le premesse per alleanze diverse da quella tradizionale fra operai e contadini, ma la sostanza della stratificazione rimane valida … con l'aggravante dello strapotere della finanza cioè delle attività non produttive, che producono oggi la stragrande parte del potere economico elitario, rompendo il meccanismo di appropriazione del plusvalore di pura analisi marxiana e producendo nei fatti la proletarizzazione di parte della piccola borghesia. Oggi il potere si misura sulla appropriazione delle fonti energetiche, sul controllo dell'acqua, della salute, del cibo, sulla capacità di acquisizione dei Beni sino a ieri definiti Comuni.

Tornando alla Finestra di Overton da cui abbiamo cominciato. Il potere ha mille ed un’arma per manipolare le nostre convinzioni, dai media, alla letteratura passando per una cultura presunta come unica e condivisa, la religione fin nella scuola ed in quella che chiamiamo filosofia ed è disposto ad usare qualsiasi espediente per tenerci “sotto controllo”.

Quello che ieri sembrava improbabile e persino impossibile oggi diviene norma. Non da ieri, ma da moltissimo tempo e coloro che puntano il riflettore sulla contemporaneità senza guardare alla storia fanno un racconto parziale, denso di omissioni.

Sta solo a noi conservare la memoria e la capacità critica, la storia può essere manipolata, ma non del tutto. Ed ancora una volta permettete al vecchio spiritualista di ricordare che una spiritualità ricca e salda, aperta e disponibile, ma attenta consente alla coscienza di permanere e svilupparsi.

 

Ultima modifica ilMercoledì, 26 Agosto 2020 17:28
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