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Un paio di riflessioni sull'ultima tornata referendaria

Un paio di riflessioni sull'ultima tornata referendaria

di Giandiego Marigo

Vi sono alcune considerazioni da fare, a mio umilissimo parere, a proposito dell'ultimo referendum confermativo di Settembre 2020. Esse travalicano il senso specifico del referendum medesimo, che per un socialista scientifico (o anche libertario, come nel mio caso) non può rappresentare una sorpresa. Il meccanismo che ha condotto a quest'ultimo aggiustamento oligarchico è in atto da tempo. Non rappresenta affatto una novità. La trasformazione sottesa a tale meccanismo è stata graduale.

Non dovrebbe creare alcuna sorpresa una contrazione ulteriore di una democrazia inesistente, formale, non sostanziale. Mai, però, come in questo referendum i toni sono stati ieratici, una sorta di divisione del Mar Rosso, mai come in questa consultazione pseudo-elettorale si è raggiunto un livello di manipolazione e gestione del falso tanto alto e professionale.

Certo la fase pandemica lo ha facilitato, in un “substrato” già in sé diviso e sotto stress, già preda della manipolazione mediatica. Già sottoposto di fatto ai drammi di una transizione epocale.

Nonostante questo, il Sì ha vinto senza un vero plebiscito (anche se con un margine notevole) e le ragioni del NO hanno convinto più del 30% dell'elettorato; va considerato che molti sostenitori del NO hanno preferito il non voto (non va dimenticata un'affluenza di meno del 54% su scala nazionale) .

Mai come questa volta, per la serie di ragioni sopra citate, la scelta di andare contro è stata meditata e cosciente, mentre quella di assentire legata al movimento del gregge. È su questo terreno che si deve lavorare.

La dicotomia è sancita, servita su piatto d'argento, è lì da vedere, il potere è tracotante, convinto d'avere stravinto con la sua falsa contrapposizione fra destra e sinistra, tutta interna allo stesso sistema, che non modifica, che non cambia nulla. Mai come in questa occasione il potere mediatico è stato dispiegato, con poche, rare eccezioni in supporto di una scelta.

Non starò qui a declamare le ragioni del NO, non è il caso e chi legge questa rivista le conosce benissimo, voglio solo segnalare l'esistenza di un popolo che rifiuta gli stereotipi. Non si può, infatti, pensare che il 30% di NO (pur d'un relativo 54%) sia in difesa dei privilegi, così come è assurdo credere che una legge anti-casta possa essere votata in parlamento con una unanimità conclamata.

Tutto questo è interno al sistema, ovviamente, ma l'esistenza di una percentuale notevole di dissidenti che riescono a leggere fra le righe di un racconto ipnotico è, comunque, una buona notizia.

Lo ripeto, per i meno attenti, è assurdo pensare che tutto si sia svolto nel breve spazio fra il voto parlamentare e la consultazione referendaria: in realtà la trasformazione delle democrazie europee, l'adeguamento al sistema globalizzato, la perdita di potere delle nazioni a favore di lobbies multinazionali e transnazionali è in atto da tempo.

Il Capitalismo evolve e modifica il mondo, mantenendo le moltitudini sotto ipnosi costante, nutrendole di consumismo e paura (quel bastone e carota di anglofona memoria “carrot and stick”, ma nonostante questo non riesce a raggiungere tutti.

Ovviamente accarezza l'idea dell'uso della forza contro i dissidenti, anche quando la maschera, nascondendo il pugno di ferro sotto un guanto di velluto o dietro una mascherina inutile, persino oggi nell'epoca del consenso, ma questo un socialista scientifico lo deve sapere.

Il sistema lo fa sempre e continuerà a farlo, ma l'esistenza e la persistenza, di questo 30% dovrebbe darci conforto.

Pensare di essere “maggioranza” in un sistema come questo è stoltezza, ammesso che essa venga mai conquistata, sarà graduale e lentissima e quando saremo nei pressi dell'eventuale raggiungimento ci sarà, inesorabile e puntuale, la rivalsa, anche violenta del potere. Lo sappiamo e una delle cose più stupide del revisionismo è negarlo.

Il potere non modificherà se stesso, ma farà di tutto per mantenersi in vita e ricrearsi. Questo essenziale dato è quello che gli assertori del Sì (presunto-democratici) non hanno voluto comprendere. Ed ancora sovviene Giordano Bruno, pur con una leggera modifica: “Credere che il potere possa riformare se stesso... che ingenuità”.

Non stupiamoci quindi di un risultato ampiamente prevedibile Non scandalizziamoci per una risoluzione tutta interna a questo sistema, diamo piuttosto attenzione a chi è riuscito, nonostante tutto, a negare il suo consenso... pur sapendo di andare in senso ostinato e contrario.

Ultima modifica ilSabato, 26 Settembre 2020 09:17
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