Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Una piccola ricapitolazione e l'arte del rimbalzo per salire ancora più in alto

L'ideologia Socialista nel sociale L'ideologia Socialista nel sociale

di Giandiego Marigo

Questa rivista ha, per suo ruolo e vocazione l'obiettivo di essere propositiva a livello teorico, di contribuire cioè a ristabilire un percorso di transizione al socialismo; rendendone comprensibili gli step ed anche arricchendo il “pensiero” che , necessariamente, li sottende. È, quindi, per questo che dedicheremo questo articolo ad una sintesi del percorso compiuto da questo, specifìco settore dedicato al sociale, cercando di mettere in campo una sintesi praticabile.

Abbiamo sin qui toccato tre punti, il primo è la descrizione di un impoverimento immanenete e di come il capitalismo selvaggio se ne serve per attuare la propria stratificazione ed imporre la propria visione di mondo: il secondo è stato un breve escursus nella nostra appartenenza alla NATO e sulle necessità della pace; il terzo un sommario viaggio nel solidarismo e nella mutualità. Sto parlando, ovviamente di questo specifico settore che si occupa del sociale e non dell'attività composita e preziosa di tutta questa rivista.

Certamente queste tre tematiche sono connesse. La prima do origine alla terza,passando per la seconda, ma non basta dichiararlo, sarebbe importante trasformarlo in punti chiaramente propositivi ed in modus comportamentali. Scelte ed indirizzi e non solo mere esposizioni di una sensibilità e di una capacirà di descrizione che ci deriva dalla nostra storia (quando riusciamo a tenerne conto).

Elaborare comportamenti, motivare per esempio la nostra scelta pacifista ed ecologica con la necessità, inderogabile, di percorrere una strada differente, compaticile ed attenta al Pianeta Vivente, che non passi dalla mercificazione della vita medesima. Comportamenti, quindi, scelte di vita. Perchè la strada del socialismo è quella dell'uomo nuovo che crea un mondo a sua misura, nella complessità composita dei sue modalità di pensiero. L'intervento sulle povertà, la ridistribuzione, l'attenzione necessaria all'immanente filosofia della “Produzione senza Lavoro” dell'industria 4.0 … la moralizzazione della politica e delle sue scelte, derivante però da un diverso e più maturo rapporto delle comunità umane con la “politica” stessa.

Tutto questo è compenetrato e contenuto in una politica sulle povertà. Che non passi solamente da azioni emergenziali, ma per una rivisitazione del significato stesso del termine “Lavoro”, che valorizzi il tempo libero socialmente utile, l'artigianato artistico e non, la vendita al dettaglio e diretta, la cura individuale e collettiva, la produzione di beni culturalmente condivisibili, di arte, musica e prodotti letterari, lo studio e la ricerca (solo per enumerare alcuni dei possibili settori in cui riversare e reinventare lavoro).

Una rivisitazione in chiave ri-distributiva che passi per un dettato non nuovo ma validissimo ed umanamente, etico, moralmente ed umanamente valido e realistico e cioè dal “Lavorare meno per lavorare tutti”, anziché dalla schiavizzazione globalizzata, dalla massimizzazione dei profitti, dalla mercificazione della vita, dalla guerra diffusa, dalla depopolazione mascherata da umana e naturale competitività. La solidarietà, il mutualismo, l'educazione alla condivisione, la circolarità, la proprietà collettiva, l'orizzontalità, la redistribuzione collettiva del guadagno sono le strade da cui questa transizione passa. Il laboratorio in cui i nuovi comportamenti sociali si sperimentano ed i comportamenti si affinano: la connessione dei due argomenti e la loro interdipendenza è palese ci pare, così come la loro importanza ed attinenza con le rivisitazione teorica delle motivazioni del Socialismo.

Il pacifismo che si manifesta, nello specifico con la neutralità assoluta del paese Italia sul campo internazionale, fase momentanea ma indispensabile e con la sua uscita dalle alleanze guerrafondaie che caratterizzano il pianeta; liberando risorse , energie, capitali ingentissimi che verrebbero altrimenti utilizzati non è , quindi, obbiettivo velleitario e astorico, ma scelta di transizione verso un modello diverso di sviluppo e proposta rivolta ai popoli del mondo intero. Non ci appare affatto, quindi proposta inattuale o estremistica, ma, tutt'altro, fondamentale ed utile.

Tre tematiche che saranno premessa e motore di un metodo d'analisi e di proposta, che ci apriranno la strada verso altre possibilità di ragionamento politico e sociale. A patto di tenerle ben presenti e non fare far loro la fine ingloriosa di certi vecchi slogan che sono stati posti nel dimenticatoio a favore d'una pretesa moderazione e comprensibilità che ci ha ridotti a non avere personalità e forza. Comvinti di divenire abbordabili per le grandi masse abbiamo finito con il non essere nulla ed il non dir nulla, cercando solamente pezze e ritocchi per adeguarci ad un sistema che è altro da noi e dalle nostre motivazioni iniziali.

Rimettiamoli fra i nostri obbiettivi di base, nelle nostre enunciazioni normali, senza la vergogna di un velleitarismo che non è nostro , ma è scusa, pretesto e manipolazione del sistema per azzerare proposte che davvero lo mettono in profonda discussione.

Ci inoltreremo quindi nel sistema sanitario, nell'abitabilità, nella tematica del dibattito culturale e nella proposta che gli intellettuali e gli operatori culturali fanno, affronteremo la tematica degli anziani, dei giovani … del femminile e della creazione di comunità nonché del ruolo degli intellettuali in una società come la nostra. Però questi articoli che abbiamo sin qui posto a fondamento, a definizione di una società che sembra non voler riconoscere e nascondere le proprie endemiche mancanze. Dipingendo attraverso i suoi media e la sua cultura manipolatoria e diffusa un mondo a colori, dove la competizione è necessaria ed il sistema vigente l'unico possibile. Dove la salvezza del pianeta Vivente è presente , ma secondaria e dove il punto di non ritorno è lontano e tutto sommato prevedibile. “La verità è sempre rivoluzionaria” diceva Antonio Gramsci e forse il cavalcare la verità è uno dei mostri compiti primari … costi quel che costi.

 

 

 

Ultima modifica ilLunedì, 14 Maggio 2018 16:48
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