Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La Pseudosinistra. I sinistrati al potere

di Giandiego Marigo

La pseudo-sinistra apre, di fatto, la strada ad un governo di destra. Gli prepara il terreno in nome di una pandemia discutibile, certo esistente, ma comunque gestita nel peggiore dei modi. Concede alla destra il dissenso, perde il contatto con i bisogni. Rinnega se stessa.

Premettiamo che la situazione attuale (per esempio il contrasto fra Biden e Trump) è legata ad un palese confronto interno all'èlite mondiale. Uno scontro su tematiche similari ma su metodologie differenti. The Great Reset è palese, chiaro per tutti i gestori reali del potere mondialista, ma come questo si debba attuare, così come, ad esempio, la tematica dello sfoltimento della popolazione mondiale è oggetto di contrasto e discussione (anche armata se necessario).

Ma sulle linee guida di questo cambiamento non vi è contrasto, piuttosto sul vestito con il quale presentarlo al consenso (o meno) di un popolo ipnotizzato e prono.

In questo gioco l'area della pseudo-sinistra, quella che ironicamente molti definiscono dei “sinistrati” ha operato una scelta , sciagurata, di campo.

In una logica suicida, del meno peggio (per altro assolutamente discutibile e con parametri del tutto arbitrari)si pone al fianco, anzi addirittura a difesa di una delle fazioni interne all'élite, tradendo se stessa e la propria origine storica. Fa baluardo sul fronte del capitalismo azionario.

Ricordo che chi scrive è un libertario ed ha quindi proprie opinioni su cosa significhi alternativa di potere o socialismo e gli è concesso esprimerle su questa rivista.

Scendiamo quindi, dopo questa premessa, nell'analisi della contemporaneità, con uno sguardo al mondo e l'attenzione necessaria al nostro paese. La scelta sopracitata ha ripercussione ovvia nei comportamenti politici e sociali.

La disponibilità di quella che chiamammo sinistra alla “discussione” anche sindacale oltre che politica, sull'erosione dei diritti, sull'uniformazione al ribasso, sulla modulazione in senso capitalistico della scomparsa graduale del lavoro umano. L'uso smodato della repressione nella fasi più acute del “Teatrino Pandemico”. La scelta stessa dell'uso di metodologie oscure di convincimento e repressione, la scelta di aderire al sistema della menzogna utilitaristica, l'ipotesi di controllo e censura dell'informazione, la scelta dell'obbligatorietà di una determinata cura, tutto questo ed altro ancora hanno snaturato il senso stesso dell'alternativa di pseudosinistra. Collocandola nel campo dove oggi veleggia nel Grande Nulla d'un centro inesistente.

La scelta dell'impopolarità, a tratti persino teorizzata come unica strada di un reale cambiamento, hanno ridotto, sensibilmente e vistosamente, il consenso elettorale (per quel che vale la farsa delle libere elezioni)dell'area e nel caso della sinistra radicale, causato la sua scomparsa di fatto.

La stupidità intrinseca di un'operazione liberal, che deprivato l'area dei suoi motivi fondamentali riconducendola nel solco di una normalità manipolabile e controllabile, ha creato i presupposti per una perdita di contatto dal dissenso e dal malessere popolare. Ormai i nostri sinistrati sono lontani dal sentire reale della gente, persi in luoghi comuni generalizzanti, in stereotipi da dozzina, in modelli preconfezionati di progressismo telecomandato.

Questa distanza si misura nel consenso, non tanto e non solo elettorale, ma anche. C'è un motivo per cui la destra ed il suo pensiero oggi attecchiscono molto più di ieri, c'è un motivo per cui le piazze oggi non vedono la cosiddetta sinistra a guidarne i contenuti.

Giocando poi con i livelli di partecipazione, c'è un motivo per cui oggi i governi a partecipazione sinistrata si distinguono sul piano della repressione, della incostituzionalità, della manipolazione, della vocazione alla guerra preventiva (l'occhio al mondo).

C'è un motivo per cui le scelte di questo governo non tengono alcun conto delle voci dissidenti o addirittura della dialettica scientifica, C'è un motivo se i diritti delle minoranze oggi sono derisi e vilipesi da quella stesa area che per prima ne aveva cercato la garanzia.

Questi motivi si riassumono nel mondialismo del Great Reset, ma non garantiscono affatto che sia questa “Fazione” a resistere alla prossima tornata elettorale e quindi ad attuarlo nei territori e nel piccolo (ricordiamo il contrasto interelitario sulle metodologie). C'è un che di autolesionista e suicida in questa preparazione del terreno ad una destra arrogante prossima ventura.

É quasi certo questo avvicendamento e sarà pressoché impossibile arginarne la vocazione repressiva, visto quello che si è accettato in nome della pandemia da un governo con la partecipazione , sin troppo attiva, dei sinistrati. Si sta normalizzando l'uso dell'arroganza del potere, consentendo l'abuso, aggirando, per quel che vale, il parlamento e la sovranità popolare... sarà molto difficile impedirlo ad una destra che queste azioni le farà esponenzialmente in modo più grave.

Non è un caso che le maggiori perdite di diritti siano avvenute nei pressi di un governo “presunto” progressista... è il gioco antico dei menscevichi, della socialdemocrazia liberal, dell'isolamento armato dei libertari spagnoli, aggiornato all'oggi, digitalizzato, robotizzato, industrializzato 4.0.

 

Ultima modifica ilDomenica, 20 Dicembre 2020 13:46
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