Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Relazione per Convergenza Socialista al convegno sulla Sanità a Codogno (LO) del 5-10-2018

di Giandiego Marigo

(I parte)

Numeri, bilanci, praticabilità, coperture- Ogni volta che si parla di sanità sentiamo ripetere queste definizioni, insieme ad altre come efficienza, prevenzione, trrritorialità … parole della politica, appunto e del management sorretto da queslla stessa. Si badi nulla avremmo noi contro una buona politica che partisse dalle esigenze reali, anzi … cos' come nulla avremmo contro una territorialità che partisse dai bisogni e dagli interessi dei molti.

Resta però la devastazione dell'evidenza di cui io “povero” sono assoluta testimonianza, evidenza che si misura in bocche sdentate, artrosi non curate, fisioterapie non eseguite, esami alti e specialistici che divengono quasi chimere, in mancate cure agli anziani e ai cronici poveri, nell'arrendersi di milioni di persone “normali” di fronte all'impossibilità ed alla procurata incapacità del pubblico di provvedere ai bisogni dei molti che non abbiano disponibilità. Nella privatizzazione reale e strisciante nell'aumento del numero e dei prezzi dei prodotti farmaceutici e degli ausili terapeutici che “Sana Madre Assistenza” non passa più. I pronto Soccorso non eseguono più analisi d'alto profilo, ma rimandano alla struttura, che spesso non riesce a sopperire in tempi accettabili, provate però a passare per la Intramoenia … ed improvvisamente ciò che era avveniristico si realizza nel presente, stessa struttura, stesso macchinario, stesso medico e stessi tecnici … strano?

Niente affatto! C'è una filosofia di fondo, che sottende le pratiche di cui qui si sta parlando. filosofia che tanto più ha importanza e senso quando si parli della sanità Lombarda. Notoriamente e da tempo laboratorio sperimentale d'ogni controriforma si attui in questo settore.

Tale sperimentalità e destino è definito dalla politica istituzionale “fiore all'occhiello

Tale Pensiero è quello delle Privatizzazioni del tuttibile.

Da tempo in questo paese tale “obbligo formale” viene postulato a qualsiasi azione riguardi quello che chiamammo “Stato Sociale” o “Welfare”. Interi settori dei “Beni Comuni” divengono territorio di caccia e preda ambita di gruppi d'interesse legati a doppio filo alla politica, come si conviene al capitalismo Made in Italy.

Questa pratica, che, in questo paese è peggiorata e resa incivile e grottesca, dal familismo diffuso e dalla “mafiosità di fondo” che purtroppo fa parte della cultura diffusa e dei modi cui la nostra storia di dominazioni ci ha abituati è divenuta norma ed infetta tutto il corpo dello Stato, da Nord a Sud, dalle spiagge, alla viabilità, passando per i servizi alla persona ed , appunto, dalla sanità, ma diviene norma anche a livello finanziario sino a deprivare lo stato stesso della sua sovranità monetaria. È, norma appunto, uso, consuetudine direbbe Platone … non legge inviolabile. Scelta, quindi, postulato non obbligo storico.

Non si può non considerare questo dato quando si pensi alla situazione della Lombardia, vale a dire i mostruosi interessi di apparati e gruppi di potere che la Sussidiarità Formigoniana ha nutrito ed implementato, e che sono divenuti esempio e norma su scala nazionale.

La pratica delle privatizzazioni e dei favori ai propri amici è profondamente intrecciata ala Storia della Sanità tutta e diviene macroscopica forma scientifica in quella Lombarda ovviamente e particolarmente.

Privatizzare dismettendo pezzi di stato sociale che vengono ceduti a basso prezzo ed ad altissimo redditto a amici ed amici degli amici , che per ovvie ragioni ne fanno ragione di lautissimo guadagno e non certo un dovere di assistenza e solidarietà.

La sussidiarità prima, sino all'oggi tempo in cui si medita di svendere la sanità dei cronici a gruppi di interesse , puramente finanziari. Assumendo così un profilo “assicurativo” anzichè di diritto ed aumentando a dismisura le spese reali di mantenimento del Welfare … direzionandoli verso interessi privati, anzichè all'implementazione ed all'aggiornamento e modernizzazione di sistemi e strutture pubbliche.

Quindi mentre a parole si narra di un impegno sociale nei fatti si affida alla finanza ed agli interessi privati anche l'azione nella pubblica assistenza … come si può allora credere nell'incrollabile fede nel “Pubblico” di chi pratica da sempre la privatizzazione del tutto?

Ed anche qui è scelta e non destino, nonostante essa venga descritta come strada obbligata, non lo è. La mitologia secondo la quale il privato sarebbe migliore e più efficiente del pubblico è, appunto, mitologia ed è dimostrato da esperienze planetarie come essa vada a finire, sempre, e cioè con l'esclusione dal diritto di una fetta debole della società, che in situazioni spesso portate ad esempio, come gli States, diventa vero e prorio abbandono.

Si è molto parlato del tentativo di riforma messo in atto dalla giunta Maroni e riperpetuata, soprattutto in chiave elettoralistica dall'attuale presidenza Fontana,, con la famosa lettera che dava notizia della riforma in questione spedita, guarda caso, in piena campagna elettorale. Mi rendo conto in questo contesto di dare un quadro pesante ma questa è la verità e va detta. Perchè sono le ragioni e le premesse a creare il senso delle scelte che poi si fanno.

Dico queste cose per inquadrare il senso delle ragioni che ci portano ad essere qui a domandarci dove stia andando la Sanità Lombarda. Ospedali che chiudono, visite specialistiche che divengono fatiscenti, difficili, complesse con appuntamenti che superano a volte l'anno di attesa, mi è accaduto personalmente di dover attendere un controllo oculistico per un anno e tre mesi e si badi non di miopia si sta parlando ma di un Glaucoma.

È evidente agli occhi di chi abbia umanità e buon senso, che ci sia qualche cosa di tremendamente sbagliato nella strada intrapresa e, sinceramente, non bastano le eccellenze per i pochi a giustificare le carenze evidenti per i molti. La sanità diffusa è una frontiera di civiltà ed è impensabile ridurla ad un bene di lusso. Oggi parliamo di Casa della Medicina di ospedali e territorio, ma quanti qui dentro parlano con lingua dritta? Quanti altri nascondono dietro ad elaborati termini tecnici, a disponibilità finanziarie a coperture fantometiche e acosti e pesi sociali, la reale volontà di rendere la sanità un businness sempre più esclusivo e remunerativo, lasciando ai molti il consumo e relegando l'efficenza specilistica e salvifica ai pochi, a coloro che possono permettersi di pagarla?

Questa realtà di graduale dicotomia ed abbandono è ampiamente condivisa da molti che vedono allontanarsi le forme di assistenza, che divengono miraggi, è conclamato il dato che 12 milioni di italiani non si curino perchè non ne hanno la possibilità.

Io sono uno fra loro e sono qui a testimoniarlo. La cura riservata a chi non acceda al privato è formale, superficiale e sommaria. Gli stessi Pronto Soccorsi oggi eseguono con grandissime difficoltà gli esami specialistici più complessi. L'ottica dei tagli e di un presunto risparmio da compiersi sulle spalle dei deboli, degli anziani, e dei cronici poveri è sin troppo evidente. Le ultime dichiarazioni del governo parlano di necessità di tagliare gli sprechi, ma cosa sono codesti sprechi per lorsignori … che ne stabilisce la priorità … chi li pagherà? Se una mascheratura efficentista e teoricamente pseudoscientifica serve per chiudere, dismettere e svuotare gli ospedali sul territorio a favore delle strutture più grandi e più o meno palesemente privatizzate?

Tutto questo avviene anche e soprattutto per convincerci che “Privato è Meglio” che “La Sanità pubblica è un costo e non un servizio ed un diritto” e che l'accesso alla cura non può essere gratuito perchè molto pesante sulle finanze dello stato e comunque prigioniero di malavoglia, cattivo servizio e burocrazia.

Anche per nostra responsabilità ed assenza, per una forma ormai consolidata di ignavia Il “Controllo Democratico dal Basso” non è contemplato e soprattutto non viene attuato in dispregio del dettato costituzionale che ben lo contemplerebbe.

Una serie di servizi sono ormai scivolati fuori dal controllo pubblico e guarda caso sono fortemente remunerativi per il privato: Le cure dentali, Fisioterapiche, Psichiatriche, L'Assistenza agli Anziani Inabili … e sono solo esempi macroscopici, ciascuno dei presenti potrebbe narrare un vuoto, un'assenza una mancanza di uno Stato Sociale ormai in palese ritirata.

Tutto questo pesa in modo enorme sulle spalle delle famiglie italiane e non è accessibile per gli incapienti. Peserà sempre più con l'acuirsi dell'impoverimento sino a divenire il principale meccanismo di esclusione … lo è già.

Ultima modifica ilMartedì, 25 Settembre 2018 19:05
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