Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Parte II della relazione di Convergenza Socialista al convegno sulla sanità lombarda che si è tenuto a Codogno (LO) il 5-Ottobre 2018

Sanità e salute Sanità e salute

di Giandiego Marigo

(II parte)

Il modello è quello statunitense, cui, non a caso, molti inneggiano, sino ad osteggiare fortemente, anche se non sempre palesemente, ogni tentativo di modificarlo.

Si badi, va detto per amore di giustizia e di verità che non è solo il pensiero di ultra destra a creare le premesse della fine ingloriosa dello Stato Sociale, anzi!, Tale dismissione ha visto, anche in Lombardia la complicità di molti settori di quella che, genericamente chiamammo sinistra.

È una visione ampiamente condivisa di “divisione e lottizzazione” che ha attraversato questo paese in modo uniformemente super partes. Una pratica che deriva , in premessa. Dall'accettazione del sistema capitalistico, della glòbalizzazione e del liberismo più o meno gentile, dell'idea che privato sia meglio. Un ginepraio di corrutele e complicità a livelli d'assoluta vergogna.

Nello specifico della sanità lombarda, scendiamo parlando, come prima accennato, dell'ultima lettera ai cronici spedita in piena campagna elettorale, quasi a produrre un effetto “consenso” per la gestione in corso. Lettera che va in senso assolutamente contrario rispetto alla proposta della Casa della Salute, anzi la nega in toto, regalando ai privati ed alla finanza i cronici lombardi.

Nella realtà il caos nella sanità Made in Padania e quindi nazionale è sommo, totale. Dichiararlo è sin troppo semplice, persino pedissequo, perché se in Lombardia “Fiore all’occhiello” della deregulation sanitaria nazionale si inizia a notare, ormai in modo sin troppo evidente, il substrato di schifo profondo e quindi tutti i limiti di un sistema che non tiene alcun conto dell’essere umano sull’altare di un distorto e disumano senso dell’efficienza e del risparmio, nonché della resa e della massimizzazione del profitto, possiamo solo figurarci cosa sia nelle regioni meno ricche o più problematiche, dove alla corruttela ormai diffusa e radicata si aggiunge una mafiosità palese che va a sostituire lo stato.

Una situazione drammatica tanto da portare le associazioni dei malati a preoccuparsi in modo pubblico della situazione, quindi se la Lombardia piange possiamo solo immaginare lo stato della sanità nazionale. Questa tematica ne aprirebbe un'altra ed è quella dello spostamento dei fondi dedicati appunto alla sanità dalle regioni più problaematiche alle strutture private, soprattutto lombarde. Attraverso le migrazioni della salute

Un capitolo particolare andrebbe aperto quindi sull’abbandono degli ultimi, perché come spesso (quasi sempre) suole, la difficoltà per l’accesso alle cure è inversamente proporzionale alla percentuale di ricchezza individuale e la sanità privata impera realizzando utili faraonici ed indirizzando persino le scelte di ricerca medica, piegando la scienza alle esigenze d’un mostruoso ed immorale mercato, si scopre la potenza di uno Pseudo-Welfare fondato sugli espedienti assicurativi.

Metodologia già, ampiamente, sperimentata negli States e che ha segnato sino ad Obama ed alla sua riforma sanitaria, formale, parziale e malriuscita la loro universale vergogna, con i malati per strada senza assistenza perché poveri. Abbandono scientifico, organizzato e metodico che il neo-trumpismo, riferimento mondiale per le nuove destre, vuole rinverdire e reinventare

È la constatazione del primato del privato, l’evidenza della disumanità del progetto sussidiaristico di marca formigoniana, la dimostrazione pratica dell’inettitudine, del falso interesse e del populismo da due soldi delle compagini di governo lombarde di più di mezzo secolo, ma non solo.
Perché le complicità nell’area grigia (quella che si incontra nel retro delle sagrestie la domenica e nelle piazze o nei caffè dei benpensanti, trattando affari ed intessendo occasioni super-partes nel nome d’un pragmatico, personalissimo superiore interesse) che orbita intorno alla sanità non esimono nessuno e non salvano alcuno dalla corresponsabilità. Perché è palese che l’origine ultima d’ogni problematica stia nel restringimento dello Stato Sociale ed esso avviene con la fondamentale e gravissima corresponsabilità, anzi con la spinta fattiva e protagonistica di quella che dovrebbe essere , teoricamente, l'opposizione in Lombardia ed oggi anche nel paese intero, e comunque nel disfacimento dello stato sociale:

Le responsabilità sono condivise e viaggiano , purtroppo su un piano nazionale o peggio Europeo e mondiale. Questo disfacimento è avvenuto con qualsivoglia bandierina governativa, asservito ad un progetto di ben altra portata che non regionale o nazionale. La teoria del complotto e della depopolazione ha prodotto, è vero, affermazioni molto sconcertanti, a volte eccessive e fantasiose, ma è difficile trovare un nome diverso per quello che l’asse Formigoni-Maroni-Fontana sta perpetrando a danno della Sanità e del Welfare Lombardo.

Per ora il fenomeno è regionale, come la proposta, ma si sa e lo abbiamo già detto anche in questa relazione, la Lombardia è, come la Sicilia per altri aspetti, laboratorio alchemico, banco di prova. Una brutta proposta che non esitiamo a definire controriforma … ampiamente fuori dai limiti della costituzionalità, unicamente tesa all’affermazione del privato a danno (procurato ed evidente) del pubblico diventa una mina vagante pericolosissima.

Un precedente dannoso ed incivile. La sostanza della deforma cancella i pilastri fondativi della Riforma Sanitaria n.833 del ’78, che già, per molti aspetti liberava le mani al privato.

Non è un caso che l’Ordine lombardo dei medici e Medicina Democratica siano insorti opponendosi in modo totale e frontale a questo obbrobrio privatistico … e si badi se per la seconda la difesa del pubblico è quasi ovvia non lo è affatto per le associazioni di categoria, soprattutto per L’Ordine.
La riforma è volutamente complessa, burocratizzata, spersonalizzata ed in ultimissima analisi cinica. In cosa consiste?Al proposito cito, testualmente, un articolo di Agnoletto sul suo blog del Fatto quotidiano : “La vicenda riguarda, secondo le stime della Regione, circa 3.350.000 cittadini pazienti cronici e fragili che sono stati suddivisi in tre livelli a seconda della gravità della loro condizione clinica. Costoro riceveranno in autunno una lettera attraverso la quale la Regione li inviterà a scegliersi un gestore (la delibera usa proprio questo termine) al quale affidare, attraverso un Patto di Cura, un atto formale con validità giuridica, la gestione della propria salute. Il gestore potrà essere loro consigliato dal medico di base o scelto autonomamente da uno specifico elenco. Il gestore, seguendo gli indirizzi dettati dalla Regione, predisporrà il Piano di Assistenza Individuale (Pai) prevedendo le visite, gli esami e gli interventi ritenuti da lui necessari; “il medico di medicina generale (Mmg) può eventualmente integrare il Pai, provvedendo a darne informativa al Gestore, ma non modificarlo essendo il Pai in capo al Gestore”.

Ovviamente c’è un risvolto finanziario, sarebbe stato molto strano che non ci fosse, come si giustificherebbe altrimenti tutto questo sforzo? A che pro? La regione ha individuato 65 malattie croniche per le quali al gestore verrà versato un corrispettivo economico, predeterminato, secondo la patologia segnalata dalla persona assistita. Se (attenzione all’inghippo ed alla trappola ed è solo il più evidente)il gestore dovesse, ovviamente per oculatezza e lungimiranza, spendere meno di quanto assegnatogli, potrà trattenerlo ed , eventualmente, dividerlo con il Ming che ha creato il contatto. Altre proposte lo rimettono alla Regione che poi attua questa stessa suddivisione.

Un invito palese, smaccato, indecente alla speculazione. Un assist senza vergogna agli amici degli amici … ai professionisti conclamati del terzo settore, ai santoni dell’assistenzialismo a fini di lucro. Costoro in Lombardia si sono pasciuti con Formigoni che ha talmente esagerato da farsi poi beccare con le mani nella marmellata, ora si preparano all’abbuffata con Maroni e Fontana in pieno stile neo-Trumpista- pensiero di destra, neo-liberita super partes lombardo. Lo stile è rimasto quello post-ipocrita da vecchia sacrestia della compaggine ciellina. Anche la Lega abbisogna di pretesti e di scuse mistificanti che nutrano il ventre del suo popolo. Per l’occasione si rispolvera la sussidiarietà e l’efficientismo, appellandosi alle attese, alle file … all’inefficienza del pubblico, omettendo ovviamente le responsabilità annose e prolungate di chi questo danno indicibile ed incalcolabile ha volutamente ed artatamente provocato e nutrito, creando i presupposti di un malcontento diffuso ed incontestabile, finalizzato all’affossamento del pubblico (ma non si chiamava interesse privato in atto pubblico e non era un reato?)

Il Trumpismo colpisce primariamente e non a caso la sanità pubblica, perchè in essa si manifesta l’ultimo baluardo dell’intervento dello stato su e nel welfare, ma non solo. Questo è il territorio in cui si affermano e si diffondono gli intenti sociali e la visione che si ha del futuro di una nazione ed in Lombardia e nel paese sinceramente il Pensiero di Destra, che ormai pervade tutta la politica senza alcun rispetto di schieramenti e bandiere, ma che trova la propria esaltazione assoluta nell’azione leghista.ormai da tempo al potere in Lombardia ha già prodotto sin troppi danni irreparabili. Il pensiero liberista, la deregulation selvaggia, la privatizzazione senza coscienza e senza controllo, sono il prodotto finale di questo pensiero e quando investono la salute non possono che produrre immensi guasti.




Ultima modifica ilMartedì, 09 Ottobre 2018 16:34
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