Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Lodi apartheid, certo! Ma non solo

Lodi Lodi

di Giandiego Marigo

Questo articolo parte da un fatto di cronaca, ormai sulla bocca di tutti. Certo non è nello stile di questa rivista inseguire la quotidianità, essa resta una palestra teorica e di pensiero, ma la tematica è scottante e sottende un lavoro culturale di fondo e di struttura che questo sistema sta facendo su di noi, tutti.

Il fatto di cronaca è l'esclusione dei bambini anche, anche di nascita italiana, dal diritto alla mensa (convenzionato) nella città di Lodi (ovviamente un esperimento sociale, che troverà allargamento alla Lombardia, partendo dal Lodigiano). Le reazioni all'accaduto sono state , tutto sommato, pur presenti e di scala nazionale, poco incisive. Riducendosi poi ad un, tutto sommato, arrendevole, raccolta fondi, certo partecipata, giusta ed efficace, ma che lascia la mano libera ai dicktat, perchè si arrende ad essi. Per il razzista tipo è una vittoria che il “Buonista” paghi per la zecca nera è un poco come se , finalmente, la ospitasse in casa sua.

Infatti l'azione in questione non ha prodotto il blocco dell'iniziativa, anzi, ha aperto ampie fasce di appoggio popolare al “pensiero” di Apartheid. Non uso a caso il termine, pur anglofono, che rende l'idea dell'esatta collocazione dell'iniziativa. È il nuovo volto semi-legale del razzismo, che nasconde dietro a pretesti burocratici ed a costruzioni pseudo legali le sue reali motivazioni.

È la Lega vincente (ormai da troppo tempo) che in Lombardia mostra tutta la propria arroganza e realizza il proprio pensiero xenofobo, aprendo contraddizioni profonde persino con il proprio alleato qualunquista (a Lodi M5S e Lega, hanno rotto),

In ampia sisntesi si usa un pretesto patrimoniale, un cavillo semi-legale, cioè la necessità (solo per gli stranieri extracomunitari) di una attestazione dei beni posseduti in patria per poter accedere alle “facilitazioni” per la mensa scolastica, proiettando sui bambini tutto il “disagio sociale e spirituale” che le migranze stanno creando nel nostro paese ed in Europa. Trsferendo un esempio educazionale orrendo e pesantissimo sulla gioventù lodigiana, già molto ottenebrata,

È chiaramente un pretesto, semi-legale, in quel territorio che dando luogo ad infinite discussioni, poi non può essere risolto, se non dalla volontà politica al farlo. Pantano per avvocati e professori di diritto che può dare luogo a mille ed una interpretazioni.

Riflettiamo quindi sulla volontà, e non è certo un desiderio di giustizia, che muove il legislatore e l'esperto che lo consiglia, nel cercare il cavillo che permetta l'affermazione di una differenza e l'attuazione di un divisione sociale che puà avere, per l'area in cui viene perpetrata, conseguenze, anche educazionali, estremamente gravi. Apartheid, appunto, scintifico e calcolato, operato laddove crea maggiore scompiglio con una precisione chirurgica mostruosa.

Se ne parla molto, ma forse è proprio questa la volontà del burattinaio ed anche lo scandalo, proprio per la relativa impotenza della risposta gli fa gioco. Certo le sconfessioni salviniane, che dichiara che alla fine possa bastare una auto certificazione “ xome per gli italiani” e la portata della raccolta fondi hanno un grande senso, ma giungono dopo un periodo di lunghe polemiche e di sovraesposizione mediatica con dichiarazioni di una pesantezza inaudita, da parte dello stesso Salvini; che, per altro continua nel suo lavoro di metodica distruzione.

Azioni ad effetto. così come tutto il teatro dell'Attivismo Civico di questa fase storica che fa da contorno ad un restaurazione culturale mostruosa. L'operazione è tutt'altro che grezza, anche se greve ed è nel solco delle teorizzazioni farneticanti dei sovranisti bianchi e dell'ultra destra degli States che oggi supporta le proprie affermazioni con forme di pseudoscienza.

Il Lavoro certosino e continuativo che si sta facendo sulla scuola, sulla sanità, sui gangli nevralgici di questa nostra società sostituendone i protagonisti sino ad impossessarsene.

Tutto, anche questo atto aprentemente proditorio e gratuito appartengono a questo infame progetto globale, culturale. Volto a modificre i parametri e le percezioni delle “Maggioranze” più o meno silenziose.

Le migranze sono un fenomeno globale, motivato da accadimenti ed operazioni su scala appunto mondiale. Entrano in gioco gli interessi dei veri Padroni del Vapore. Si parla di politiche energetiche , di ricchezze minerali strategiche, si parla di acqua, di fonti energetiche alternative al petrolio, si parla di futuro e della proprietà dei rubinetti da cui questo futuro verrà fatto fluire.

Eppure il sentire della gente viene ridotto sempre più a scale locali, forse proprio per distribuire a piene mani quel senso d'impotenza e di incapacità d'azione che oggi sta minando l'agire sociale a tutti i livelli. Che sia proprio questa una delle finalità? Creare ad arte un senso di ineluttabilità, di predestinazione storica assoluta.

L'azione della destra mondiale e coordinata globalmente ma agisce localmente … noi continuiamo a dirlo ma non ci comportiamo di conseguenza e ci indigniamo a macchia di leopardo, occasionalmente, individualmente, a gruppi sparsi. Misurando la nostra impotenza sul lavoro, sul sociale che in realtà, sono gestiti con teorizzazione di scala assolutamente globale con azioni che rispondono a necessità di quell'ordine. Solo apparentemente individuali e locali.

Anche nel caso di Lodi, nel suo piccolo, si è dimostrata questa frammentazione dolorosa e suicida di quella che chiamammo sinistra che ha risposto in modo frammentato e diversificato al fenomeno, affermando, esattamente come fa oggi molte interpretazioni del medesimo fenomeno a seconda del grado di radicalità o di vicinanza al PD.

Si è creata una frattura culturale profonda nell'AreA di Progresso e Civiltà ed il potere la nutre a piene mani, elargendole motivi di discussione infiniti, ma mentre si discute non si agisce e chi lo fa, finisce inesorabilmente per essere minoritario e velleiterio, quando non riesce addirittura a litigare con sé stesso.

Resta l'onta di un atto palese di apartheid, del quale si risponderà, forse, in futuro, forse alla storia, ma che oggi viene portato avanti sino in fondo ed al quale parte della popolazione (una discutibilissima maggioranza) dà appoggio.

Convergenza Socialista ha ripetutamente parlato di Fronte Socialista Ampio e della necessità di agire “Culturalmente, filosoficamente e spiritualmente” sui fenomeni; ha ripetutamente parlato della necessità di formare un soggetto di chiarissima e palese marcatura socialista. Mai come oggi questa necessità appare urgente. Eppure nulla avviene se non con una esasperante e preoccupante lentezza. E quel che rimane delle ceneri di quella che chiamammo Sinistra continua nel suo eterno, irrisolvibile e patetico litigio e nella sua infinita frammentazione.

 

Ultima modifica ilGiovedì, 18 Ottobre 2018 17:56
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