Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Le divergenze tra il compagno Togliatti e noi (Partito Comunista Cinese)

di Mario Eustachio De Bellis

Anno 1962. A proposito di revisionismo e opportunismo nella Storia. Alcuni importanti problemi del leninismo nel mondo contemporaneo. Casa editrice in lingue estere – Pechino.

Il Partito Comunista Italiano è un partito con una gloriosa storia di lotta nei ranghi del movimento comunista internazionale. Nelle loro lotte valorose sia durante i tenebrosi anni del dominio di Mussolini sia durante i difficili anni della Seconda guerra mondiale e dopo, i comunisti italiani e il proletariato italiano hanno conseguito innumerevoli successi. I comunisti cinesi e il popolo cinese hanno sempre tenuto in considerazione i compagni del Partito Comunista Italiano e il popolo italiano. In conformità con la sua coerente posizione di rafforzare l'amicizia con i partiti fratelli, il Partito Comunista Cinese inviò suoi rappresentanti ad assistere al decimo Congresso del Partito Comunista Italiano, che si tenne al principio di dicembre, su invito di quest'ultimo. Noi avevamo sperato che questo congresso avrebbe aiutato a rafforzare non solo la comune lotta contro l'imperialismo e in difesa della pace mondiale, ma anche l'unità del movimento comunista internazionale.

Ma a questo congresso, con nostro rammarico e contro le nostre speranze, il compagno Togliatti e alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano hanno rudemente attaccato il Partito Comunista Cinese e altri partiti fratelli su una serie di importanti questioni di principio. Essi hanno fatto ciò in violazione dei principi che guidano le relazioni tra partiti fratelli fissati nella prima e seconda Dichiarazione di Mosca e in spregio degli interessi della lotta unitaria del movimento comunista internazionale contro il nemico. Il rappresentante del Partito Comunista Cinese al congresso fu costretto a dichiarare solennemente nel suo discorso di saluto, che noi non eravamo d'accordo con gli attacchi e le calunnie dirette contro il Partito Comunista Cinese da Togliatti e da alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano. Nonostante ciò, Togliatti e alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano "respinsero con grande fermezza" le opinioni avanzate dal rappresentante del Partito Comunista Cinese, continuarono i loro attacchi al Partito Comunista Cinese e ad altri partiti fratelli e persisterono nel condurre "il dibattito in Pubblico".

Così il decimo Congresso del Partito Comunista Italiano diventò parte rilevante della controcorrente di recente apparsa che va contro il marxismo-leninismo e che rompe l'unità del movimento comunista internazionale. In tali circostanze, noi non possiamo rimanere silenziosi, ma dobbiamo pubblicamente rispondere agli attacchi contro di noi condotti dal compagno Togliatti e da alcuni altri compagni, né possiamo rimanere silenziosi circa le vedute da essi espresse che contravvengono ai principi fondamentali del marxismo-leninismo e ai principi rivoluzionari della prima e seconda Dichiarazione di Mosca, ma dobbiamo pubblicamente commentare tali vedute. Noi desideriamo dire francamente che su un certo numero di fondamentali questioni del marxismo-leninismo esistono differenze di principio tra il compagno Togliatti e alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano da una parte e noi dall'altra.

Dopo aver letto la relazione di Togliatti, il discorso conclusivo al decimo Congresso del Partito Comunista Italiano e le tesi del congresso, non si può fare a meno di pensare che egli e alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano si stanno allontanando sempre più dal marxismo-leninismo. Sebbene il compagno Togliatti e altri come al solito, coperte le loro reali posizioni con l'uso di un linguaggio oscuro, ambiguo e scarsamente intellegibile, una volta tolto questo velo sottile, l'essenza delle loro posizioni diviene più chiara. Essi nutrono le più grandi illusioni circa l'imperialismo, essi negano il fondamentale antagonismo tra i due sistemi mondiali del socialismo e del capitalismo e il fondamentale antagonismo tra l'oppressore e le nazioni oppresse; in luogo della lotta di classe internazionale e della lotta antimperialista essi sostengono la collaborazione di classe internazionale e la creazione di un "nuovo ordine mondiale". Essi hanno profonde illusioni circa i capitalisti monopolisti in patria, essi confondono due tipi di dittatura di classe largamente differenti: la dittatura borghese e la dittatura proletaria e predicano il riformismo borghese, o "riforme di struttura" come essi le chiamano, quale sostituto della rivoluzione proletaria. Essi affermano che i principi fondamentali del marxismo-leninismo sono diventati antiquati e manomettono le teorie marxiste-leniniste sull'imperialismo, la guerra e la pace, lo Stato e la rivoluzione, la rivoluzione proletaria e la dittatura proletaria. Essi abbandonano i principi rivoluzionari della prima e della seconda Dichiarazione di Mosca; essi ripudiano le leggi universali della rivoluzione proletaria o, in altre parole, il significato universale della strada della Rivoluzione d'Ottobre e descrivono la "via italiana", che è l'abbandono della rivoluzione, come una "linea comune per l'intero movimento comunista internazionale". In ultima analisi, la posizione presa da Togliatti e da alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano si condensa in questo: i popoli oppressi dei paesi capitalisti non dovrebbero fare la rivoluzione, le nazioni oppresse non dovrebbero condurre lotte per ottenere la liberazione e i popoli del mondo non dovrebbero lottare contro l'imperialismo. In realtà, tutto ciò soddisfa esattamente le esigenze degli imperialisti e dei reazionari.

Andare contro corrente nella lotta teorica con le operaie e gli operai.

No all'allarmismo e al terrorismo. 

Ultima modifica ilLunedì, 14 Febbraio 2022 17:37
Devi effettuare il login per inviare commenti