Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Mao ci insegna a essere socialisti e comunisti, e a non essere settari e opportunisti di destra

di Mario Eustachio De Bellis

ANALISI DELLE CLASSI NELLA SOCIETA' CINESE (Marzo 1926)

Quali sono i nostri nemici e quali i nostri amici? La questione è di primaria importanza per la rivoluzione. Se nel passato tutte le lotte rivoluzionarie in Cina hanno avuto scarso successo, ciò si deve soprattutto all'incapacità dei rivoluzionari di unire intorno a sé i veri amici per attaccare i veri nemici. Il partito rivoluzionario è la guida delle masse e mai una rivoluzione può evitare la sconfitta quando il partito rivoluzionario guida le masse su una falsa strada.

SUL FRONTE UNITO INTERNAZIONALE CONTRO IL FASCISMO (23 giugno 1949)

Per i comunisti del mondo intero il compito è oggi quello di mobilitare i popoli di tutti i paesi e organizzare un fronte unito internazionale per combattere il fascismo, difendere l'Unione Sovietica, difendere la Cina e salvaguardare la libertà e l'indipendenza di tutte le nazioni. In questo periodo, è necessario concentrare tutte le forze per combattere la schiavitù fascista.

MANTENERE RISOLUTAMENTE IL FRONTE UNITO E L'INDIPENDENZA DEL PARTITO (Ottobre 1938)

E' fuori di dubbio che solamente mantenendo risolutamente il fronte unito nazionale potremo superare le difficoltà, sconfiggere il nemico e costruire una nuova Cina. Al tempo stesso, però, ogni partito che fa parte del fronte unito deve conservare la propria indipendenza ideologica, politica e organizzativa.

UNITA' FINO IN FONDO (Luglio 1940)

I comunisti devono comprendere che solo la guerra di resistenza fino in fondo può assicurare l'unità fino in fondo e viceversa. Essi devono perciò essere di esempio nella guerra di resistenza e nell'unità. Noi combattiamo solo contro il nemico, contro i capitolazionisti e gli anticomunisti irriducibili, con gli altri dobbiamo compiere ogni sforzo per raggiungere l'unità. Ma dappertutto i capitolazionisti e anticomunisti irriducibili non sono che una minoranza. Oggi la situazione internazionale è caratterizzata dal fatto che la guerra imperialista si va estendendo a tutto il mondo e dal fatto che la gravissima crisi politica ed economica causata da questa guerra imperialista porterà inevitabilmente allo scoppio della rivoluzione in molti paesi. Siamo in una nuova epoca di guerra e di rivoluzione.

CONDURRE LA RIVOLUZIONE FINO IN FONDO (30 dicembre 1949)

Il popolo cinese riporterà la vittoria finale nella grande guerra di liberazione, perfino il nostro nemico non ne dubita più. Il problema che si pone ora al popolo cinese, a tutti i partiti democratici e a tutte le organizzazioni popolari è se condurre la rivoluzione fino in fondo o abbandonarla a metà strada. Condurre la rivoluzione fino in fondo significa che dobbiamo usare metodi rivoluzionari per spazzare via risolutamente, radicalmente, integralmente e totalmente tutte le forze della reazione, dobbiamo essere saldi nella nostra azione tesa a rovesciare l'imperialismo, il feudalesimo e il capitalismo burocratico; dobbiamo sgominare in tutto il paese il dominio reazionario del Kuomintan e costruire una repubblica che sia una dittatura democratica popolare, posta sotto la direzione del proletariato e fondata sull'alleanza degli operai e dei contadini.

I cinesi non si commuoveranno mai per dei furfanti simili ai serpenti; essi sanno che non sono assolutamente degli amici fedeli del popolo cinese coloro che affermano perfidamente che bisogna aver pietà di loro, per non andar contro ai costumi del paese o per non mancare di grandezza d'animo, ecc.

Nel 1949 sarà convocata la Conferenza politica consultiva alla quale non parteciperà alcun reazionario e il cui fine sarà la realizzazione dei compiti della rivoluzione; sarà proclamata la Repubblica Popolare Cinese e sarà costituito il governo centrale della Repubblica.

SULLA DITTATURA DEMOCRATICA POPOLARE (30 giugno 1949)

I comunisti di tutto il mondo sono superiori alla borghesia; essi comprendono le leggi che regolano l'esistenza e lo sviluppo delle cose, comprendono la dialettica e sono in grado di vedere più lontano.

Ringraziamo Marx, Engels, Lenin e Stalin per averci fornito un'arma. Quest'arma non è una mitragliatrice ma è il marxismo-leninismo.

Un sistema statale che sia bene comune di tutto il popolo e non proprietà privata della borghesia, con, in più, la direzione della classe operaia: ecco il sistema statale della dittatura democratica popolare.

RAPPORTO ALLA SECONDA SESSIONE PLENARIA DEL SETTIMO COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA CINESE (5 marzo 1949 )

Abbiamo in mano l'arma marxista-leninista della critica e dell'autocritica. Possiamo sbarazzarci di un cattivo stile e tenere quello buono. Noi non siamo solo capaci di distruggere il vecchio mondo, siamo anche capaci di costruire uno nuovo. Il popolo cinese non solo può vivere senza chiedere l'elemosina agli imperialisti, ma vivrà meglio di quanto non si viva nei paesi imperialisti.

Questo è quello che avremmo dovuto fare in Occidente in questi stessi anni. Anche oggi siamo colpevolmente in ritardo e ci troviamo in questa situazione tragica perché abbiamo una concezione sbagliata del mondo e del Partito.

Ultima modifica ilSabato, 27 Febbraio 2021 09:01
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