Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Il popolo è il creatore della storia In evidenza

di Mario Eustachio De Bellis

Questo brano è tratto dall'Antologia di documenti della Rivoluzione Culturale. Edizioni La Città del Sole - agosto 2016

Chi crea la storia? Gli eroi o gli schiavi? È questo un punto essenziale del conflitto che da sempre ha opposto le concezioni idealistica e materialistica della storia. Per mantenere la loro dominazione reazionaria, le classi sfruttatrici hanno contraddetto da millenni l'evoluzione storica e diffuso la loro concezione idealistica che presenta gli eroi come i creatori della storia. Così hanno definito le poche figure eroiche delle classi sfruttatrici, dotate a loro avviso di "talento innato" e investite della "volontà divina". Quanto alle masse popolari, le hanno calunniosamente definite "plebaglia" che subisce la loro legge, "materia inerte" che ostacola la marcia della storia. Secondo questa assurdità reazionaria, lo sviluppo storico, in una società sotto la dittatura delle classi sfruttatrici, sarebbe condizionato dalla volontà di una minoranza dominante che rappresenta gli interessi di queste classi.

Il popolo è il creatore della storia: assumendo la direzione cinese, il presidente Mao si è costantemente riferito a questa concezione fondamentale del materialismo storico per educare i membri del Partito e i quadri, il proletariato e gli altri lavoratori, e ha condotto una lunga lotta contro l'idealismo storico in tutte le sue forme. Egli ha elaborato per il nostro Partito la linea di massa e ci ha insegnato che "le masse sono dotate di una potenza creativa illimitata", che "bisogna aver fiducia nelle masse (...) fiducia nel Partito", e che "le masse sono i veri eroi, mentre noi stessi siamo di una ingenuità ridicola". Sono queste altrettante critiche taglienti alla concezione idealistica della storia invocata dalla classe dei proprietari di schiavi, dalla classe dei proprietari terrieri e dalla borghesia per negare il ruolo degli schiavi come creatori della storia.

Nella società di classe, gli eroi hanno un carattere di classe, non ne esistono che siano al di sopra delle classi. Ogni classe ha una sua concezione dell'eroe. Per il proletariato e gli altri lavoratori, gli eroi non possono essere che figure eminenti generate nel fuoco delle lotte rivoluzionarie del popolo di cui rappresentano gli interessi, che seguono la direzione dello sviluppo storico e stimolano il progresso della storia. La questione fondamentale è di rappresentare la classe d'avanguardia, di tradurre correttamente le richieste obiettive dello sviluppo sociale e di impegnarsi in quella pratica rivoluzionaria che è la trasformazione della società e del mondo. Gli eroi del proletariato e delle masse rivoluzionarie sono i fondatori e diffusori delle teorie rivoluzionarie, nonché gli organizzatori delle lotte rivoluzionarie. Il ruolo degli eroi si manifesta in modo netto in questo: sono loro che hanno fatto avanzare nel corso della rivoluzione, le idee e le teorie rese necessarie dalla lotta rivoluzionaria delle masse. Le idee e le teorie rivoluzionarie escono dalla lotta delle masse popolari. 

E' in base all'esperienza del movimento rivoluzionario del proletariato che Marx e Engels hanno incessantemente arricchito e sviluppato la loro teoria sulla dittatura del proletariato. Alla vigilia della rivoluzione francese del 1848, hanno fatto il bilancio della esperienza del movimento operaio internazionale e formulato per la prima volta nel "Manifesto del Partito Comunista" l'idea di "proletariato organizzato in classe dominante". Dopo questa rivoluzione, Marx ha riassunto l'esperienza acquisita dalla classe operaia in questa lotta rivoluzionaria e ha avanzato la teoria secondo la quale "la lotta di classe porta necessariamente alla dittatura del proletariato". Nel 1871 Marx faceva il bilancio dell'esperienza acquisita nella pratica della Comune di Parigi, il primo potere proletario della storia. In 'La guerra civile in Francia’, ha trattato del problema della sostituzione dello stato borghese con lo stato proletario, osservando che la Comune di Parigi è la forma politica destinata a sostituire il vecchio apparato statale distrutto. Nel corso dei più di cento anni trascorsi dalla nascita del marxismo, Lenin, Stalin e il presidente Mao hanno sviluppato questa teoria e risolto una serie di nuovi problemi riguardanti la rivoluzione proletaria, la dittatura del proletariato e la continuazione della rivoluzione sotto la dittatura del proletariato.

Oggi occorre, a partire dall'Italia, fare una scomposizione e ricomposizione dei partiti e movimenti esistenti per affermare una linea politica proletaria e di massa in un Fronte Unito Popolare in cui la lotta di classe sia il motore propulsivo di trasformazione.

 

 

Ultima modifica ilDomenica, 05 Dicembre 2021 09:27
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