Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Dal consumismo al conservismo

Consumismo Consumismo

di Manuel Santoro

Karl Marx nel ‘57 scriveva che “ogni produzione è appropriazione della natura da parte dell’individuo all’interno e per mezzo di una determinata forma sociale”. La proprietà (e l’appropriarsi) è una condizione della produzione.” Non esiste, quindi, produzione senza proprietà, sia essa privata o comune, e non esiste produzione senza consumo poiché produzione è immediatamente consumo, così come il consumo è immediatamente produzione. Ciò significa che l’appropriazione della natura per la produzione e, quindi, per il consumo può essere più o meno invasiva e distruttiva per la natura stessa a seconda del tipo di proprietà, e responsabilità, della produzione stessa.

Per questo motivo il socialismo punta alla proprietà comune dei mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza poiché tale forma di proprietà, al contrario di quella privata, è quella che valorizza maggiormente la responsabilità dell’interna comunità, e non del singolo proprietario, di preservare la natura in quanto bene comune. Questo preambolo ci porta a condurre un ragionamento sul consumismo vs conservismo(*), considerando la peculiarità oggettiva della limitatezza delle risorse in natura.

La rivoluzione culturale, prima che politica, economica oppure sociale, è nel titolo di questo intervento. Passare, gradualmente oppure bruscamente, da una società organizzata sul consumo, ovvero l’acquisto, il possesso e l'utilizzo di beni materiali per lo più superflui, ad una società organizzata sulla conservazione di beni materiali non necessariamente superflui; da una società in cui gli individui identificano loro stessi, le relazioni con i loro simili, e la loro felicità personale con l'acquisto, il possesso e l’utilizzo indiscriminato e frenetico di beni, ad una società in cui la felicità non è legata al godimento di un bene materiale superfluo ma all’appagamento da beni immateriali, tra i quali possiamo annoverare, usando un po’ di fantasia, le relazioni interpersonali, l’educazione, la conoscenza, l'attività fisica, ecc.

Se il consumismo espone gli effetti nefasti dell'identificazione della gratificazione, del godimento personale con l’acquisto, il possesso e l’utilizzo continuo di beni materiali, il conservismo si allontana da tutto ciò poiché tende a conservare il bene materiale affinché duri il più a lungo possibile e scoraggia la tendenza all’upgrade frenetico del prodotto falsamente ritenuto obsoleto e, di conseguenza, sia da un punto di vista culturale che comportamentale, tende a valorizzare gli effetti benefici dell’identificazione della felicità personale con il possesso e l’utilizzo di beni immateriali.

Il passo da fare è gigantesco. Il consumo sfrenato di beni materiali è legato alla produzione sfrenata degli stessi beni, e ciò comporta livelli di sprechi, di non utilizzato, di non consumato sempre crescienti. Lavoro, materie prime, tempo, vengono utilizzati per la produzione e il non consumo (spreco) di percentuali sempre maggiori di beni materiali. Questa è la dottrina della centralità del capitale intorno a cui tutto ruota. La centralità del capitale è il cuore dell’ideologia capitalista e, di conseguenza, delle nostre società. Nelle nostre società bisogna massimizzare il margine di profitto. Il “feticismo della merce”(**) è, quindi, realizzata. Se una comunità (un solo individuo è difficile che riesca a farlo a meno che non sia estraniato dal suo contesto comunitario) composta da individui si allontana dal ricercare la propria felicità nell’acquisto, nel possesso e nel consumo di un bene materiale, ricercherà la propria felicità altrove, ovvero, nella sfera dell’umano, ovvero in beni immateriali.

Il conservismo potrebbe, di conseguenza, essere ritenuto un potenziale fenomeno economico-sociale in grado di rivoluzionare l’organizzazione della nostre società, e i procesi connessi, in senso ‘meno’ capitalista ma non ancora socialista. Affinché si arrivi al socialismo non basta azzerare lo spreco ma è necessario che la proprietà dei mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza diventi comune nell’interesse dell’intera comunità.

 

*Adottiamo il termine ‘conservismo’ il quale è poi definito nel prosieguo del testo

**frase di Karl Marx

Ultima modifica ilDomenica, 20 Gennaio 2019 15:15
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