Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Sulla comunità socialista - preludio

Comunità Comunità

di Manuel Santoro

Realizzare politiche socialiste significa avere già la forza costituita di un soggetto politico il quale necessita alle sue spalle di un popolo, una comunità ideologicamente e politicamente preparata e quotidianamente attiva. Senza una comunità socialista formata, non è pensabile poter attuare quelle riforme strutturali necessarie per la graduale conversione del nostro modello di realtà con uno diametralmente alternativo.

Nell’articolo "L’attualità di Turati" esprimevo un mio convincimento, assiomatico e fondativo. Ovvero l’importanza strategica di definire una volta per tutte il campo d’azione entro il quale avremmo avviato la rifondazione del socialismo, non solo italiano ma internazionale. Mettevo in guardia da “quella malsana idea secondo la quale il socialismo equivalga ad una sorta di riformismo centrista, annacquatamente moderato e blairiano...un velleitario esercizio che renda il capitalismo umanizzato, accettabile alle fibrillazioni del moderatismo di sinistra e alla finanza internazionale” [1], e dichiaravo come fosse mandatorio ripensare il socialismo nel nostro secolo come “alternativo” nella sua base strutturale dei processi produttivi.

Naturalmente, così come è posta, la questione della differenza tra i due campi è ideologicamente chiara. E’ tutto da definire, invece, il tragitto da percorrere. La lunga via al socialismo ha sicuramente la sua meta da raggiungere all’interno del campo sopra definito, ma i percorsi possibili possono essere molteplici e quasi tutti probabilmente erronei. Vie senza uscita che porterebbero nuove speranze alla disfatta. La via al socialismo è probabilmente una ed è compito di questa rivista mettere le basi per i primi passi nella giusta direzione.

Se il socialismo è ed esiste in quanto alternativa di sistema e di struttura al modello capitalista, se il socialismo è raggiunto nel tempo e nello spazio, se esso diviene realtà, allora “i processi riformatori devono teoricamente fermarsi avendo esaurito la propia funzione edificante di emancipazione della persona all’interno di una società progredita”[1]. Ma la civiltà umana è molto lontana da tali orizzonti e il percorso da fare richiede un grande risveglio morale e culturale, ideologico, prima che politico.

E’ chiaro, quindi, che il nostro orizzonte non è il capitalismo sociale o socializzato. Esso può essere un passaggio intermedio, ma non di certo l’arrivo. Il socialismo, come sopra descritto, dovrà essere inteso come “punto di arrivo puntellato da passaggi in cui gradualmente l’uomo si emancipa liberandosi dalle catene del capitale” [1]. Il passaggio dal capitalismo al socialismo dovrà essere graduale ma certo, attuato attraverso l’emersione delle strutturali contraddizioni che sono proprie della centralità del capitale.

Se, quindi, definiamo il socialismo come un sistema economico-sociale caratterizzato dalla proprietà comune e controllo democratico dei mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza nell’interesse dell’intera comunità [2], alternativo al capitalismo in quanto sistema economico-sociale caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione, ci è chiaro come le due definizioni siano antitetiche e ci è chiaro il lavoro titanico da compiere per il passaggio da un sistema all’altro.

Torniamo allora al primo paragrafo di questo scritto. Senza una comunità socialista formata, non è pensabile poter attuare quelle riforme strutturali necessarie per la graduale conversione del nostro modello di realtà con uno diametralmente alternativo. Perchè serve una comunità socialista? Cosa è una comunità e quali sono i passaggi, gli strumenti politici per modellarla. Per esempio, per discorrere di comunità ideologicamente omogenea, dovremmo forse discutere di educazione ideologica, di coesione ideologica? Se per incidere nella politica reale, quella vera, è necessaria la costruzione di un soggetto politico che rappresenti le istanze ideologiche qui discusse, dietro dovrà esserci una comunita politica omogenea, socialista in questo caso, che dovrà essersi formata in qualche modo. Quali sono gli strumenti per farlo? Domande all’apparenza banali ma che racchiudono tanti segreti che cercherò di approfondire nel prossimo scritto.

 

[1] Manuel Santoro, L’attualità di Turati, L’Ideologia Socialista - https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/6-socialismo-turati-santoro-attualita

[2] Partito Socialista della Gran Bretagna, 1904

Ultima modifica ilDomenica, 18 Marzo 2018 19:43
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