Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Stalin, Stato, Tattica e il progetto di una nuova Costituzione dell'Unione Sovietica

di Manuel Santoro

Il concetto di popolo non entra nell'equazione della divisione della società in classi sociali. Segue che lo Stato, riprendendo quanto diceva Engels e Lenin[1], “è piuttosto un prodotto della società giunta a un determinato stadio di sviluppo, è la confessione che questa società si è avvolta in una contraddizione insolubile con sé stessa, che si è scissa in antagonismi inconciliabili che è impotente a eliminare.

Ma perché questi antagonismi, queste classi con interessi economici in conflitto, non distruggano se stessi e la società in una sterile lotta, sorge la necessità di una potenza che sia in apparenza al di sopra della società, che attenui il conflitto, lo mantenga nei limiti dell’ordine; e questa potenza che emana dalla società, ma che si pone al di sopra di essa e che si estranea sempre più da essa, è lo Stato”. In definitiva, come riprende anche Lenin[2], “lo Stato è il prodotto e la manifestazione degli antagonismi inconciliabili tra le classi. Lo Stato appare là, nel momento e in quanto, dove, quando e nella misura in cui gli antagonismi di classe non possono essere oggettivamente conciliati. E, per converso, l’esistenza dello Stato prova che gli antagonismi di classe sono inconciliabili”. In sintesi e in termini generali, il comunismo avanza verso la sua fase matura proprio con il superamento della forma di Stato poiché la sua esistenza testimonia la presenza di un conflitto tra classi sociali che il comunismo compiuto richiede definitivamente superato verso una società senza classi sociali.

Nella transizione dal capitalismo al socialismo, prima fase del comunismo, e successivamente verso il comunismo maturo, i tempi richiesti possono essere lunghi, a volte con importanti avanzamenti, molto spesso con cambi di direzione e indietreggiamenti. Nessun passaggio da una società alla successiva avviene in tempi immediati. Anzi, molto spesso i compromessi sono necessari. Per esempio, durante la fase di transizione dal capitalismo al socialismo non tutti i mezzi di produzione possono essere "socializzati" con gli stessi tempi. Un passo alla volta, un pezzo alla volta; ogni comunità, paese, nazione ha i suoi tempi che dipendono dal grado di sviluppo delle forze produttive. Il capitalismo di stato può essere, e deve essere se necessario, un passaggio intermedio nella transizione dal capitalismo borghese al socialismo a patto che 1) ci sia stata una rivoluzione socialista; 2) si instauri la dittatura del proletariato.

La tattica, quindi, riveste particolare importanza e, storicamente discorrendo, è interessante comprendere le motivazioni che spinsero Stalin e le compagne e compagni dell'Unione Sovietica nell'avviare un ampio discorso progettuale e di democratizzazione del Paese. Era il 1936 e qui riporto brevemente i primi passaggi:

Sul progetto di Costituzione dell'Unione Sovietica

Rapporto consegnato all'ottavo congresso straordinario dei Soviets - 25 novembre 1936

Formazione della Commissione costituzionale e suoi compiti

Compagni, la Commissione per la Costituzione, il cui progetto è stato sottoposto all'esame dell'attuale Congresso, è stata costituita, come sapete, da una decisione speciale del Settimo Congresso dei Soviets dell'Unione Sovietica. Questa decisione fu adottata il 6 febbraio 1935. Si legge:

"1. Modificare la Costituzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche in direzione di:

"a) democratizzare ulteriormente il sistema elettorale sostituendo il suffragio non del tutto paritario a suffragio paritario, le elezioni indirette, le elezioni dirette e lo scrutinio aperto con il voto segreto;

  1. b) dare una definizione più precisa della base sociale ed economica della Costituzione, portando la Costituzione in conformità con l'attuale relazione delle forze di classe nell'Unione Sovietica (la creazione di una nuova industria socialista, la demolizione della classe kulak, la vittoria del sistema agricolo collettivo, il consolidamento della proprietà socialista come base della società sovietica, e così via).

"2. Ingiungere al Comitato Esecutivo Centrale dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche di eleggere una Commissione costituzionale incaricata di elaborare un testo modificato della Costituzione conformemente ai principi indicati nella clausola 1 e di sottoporlo all'approvazione di una sessione del comitato esecutivo centrale dell'Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche.

"3. Condurre le prossime elezioni ordinarie degli organi del governo sovietico nell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche sulla base del nuovo sistema elettorale."

Questo fu il 6 febbraio 1935. Il giorno dopo l'adozione di questa decisione, cioè il 7 febbraio 1935, la prima sessione del Comitato Esecutivo Centrale dell'Unione Sovietica, si riunì, e in seguito alla decisione del Settimo Congresso dei Soviets, ha istituito una Commissione costituzionale composta da 31 persone. Incaricò la Commissione della Costituzione di preparare un progetto di costituzione modificata dell'Unione Sovietica.

Tali erano i motivi formali e le istruzioni del supremo organo dell'Unione Sovietica sulla base dei quali il lavoro della Commissione costituzionale doveva procedere.

Così, la Commissione costituzionale doveva introdurre cambiamenti nella Costituzione ora in vigore, che fu adottata nel 1924, tenendo conto dei cambiamenti nella direzione del socialismo che sono stati portati nella vita degli Stati Uniti nel periodo dal 1924 ad oggi.

 

[1] Vladimir Lenin, Stato e rivoluzione, Red Star Press, Roma, 2015

[2] Vladimir Lenin, Stato e rivoluzione, Red Star Press, Roma, 2015

Ultima modifica ilDomenica, 20 Dicembre 2020 15:36
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