Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Sì ad un Fronte Socialista

Fronte Socialista Fronte Socialista

di Manuel Santoro

Sì ad un Fronte Socialista per una Italia ed una Europa socialista. Per una revisione profonda dei Trattati Europei, per una Europa finalmente politica e sociale. Contro il liberismo e per il superamento del sistema economico capitalista.

Solo una visione socialista può rompere le catene di una Europa elitaria e liberista ed evitare che il nostro continente cada in conflitti tra nazioni di natura ovviamente abbiente e non nell’interesse delle classi lavoratrici che noi, internazionalmente, rappresentiamo.

La terza via necessaria, a mio modo di vedere, trova il suo percorso naturale tra l’egemonia elitaria e liberista del grande capitale che ha in mano questa Europa e la reazione di destra di stampo nazionalista, sovranista e populista.

In Italia, così come in Europa, ci troviamo a combattere due mostri. Da una parte, un pezzo della classe politica che difende con tutte le proprie forze questa Europa dell’austerità, dell’impoverimento sociale attraverso una persistente svalutazione interna. Questo pezzo di classe politica difende i trattati europei, difende la moneta unica ma non si muove affatto verso il concepimento di una Europa politica e sociale perché complice del modello europeo liberista. Dall’altra parte, cresce la classe politica della reazione nazionalista e sovranista che vorrebbe cambiare, a parole, l’Europa senza mettere in discussione l’impalcatura della funzione del capitale, del mercato finanziario. Ma come potrebbe questo spaccato di classe politica ergersi a difendere i più deboli quando parla di flat tax? Oppure di reddito di cittadinanza, réclame prettamente populista senza fondi, che per come è stata proposta è semplicemente inattuabile?

La terza via da noi tracciata è per la difesa, ovunque, della classe sociale dei meno abbienti, ad iniziare da chi vive di lavoro salariato. Oggi come ieri, ieri come oggi la nostra opposizione rimane netta. Ieri ci opponevamo alle politiche liberiste ed elitarie dei Governi a guida PD. Oggi e domani ci opporremo alle politiche reazionarie e populiste del probabile Governo M5S-Lega. La nostra via è radicalmente socialista, ovvero anti-liberista, per una Europa sociale e democratica.

Il conflitto in Italia e in Europa sarà certamente duro e a pagarne le conseguenze sarà la parte di popolazione più debole. I lavoratori salariati, i pensionati e, addirittura, i piccoli commercianti e i piccoli imprenditori.

Per quanto riguarda noi socialisti, invece, siamo stretti in una morsa mortale tra queste due sponde e l’unica via d’uscita rimane spostare il confronto sul terreno strutturale. A nessuno piace questa Europa. Rimane, quindi, fondamentale cambiare profondamente i Trattati europei, ergersi con forza contro il liberismo internazionale e affrontare il discorso del superamento del sistema economico capitalista proponendo un vero programma di governo alternativo.

Diciamo, quindi, due no ed apriamo il conflitto politico su due fronti. Concreta opposizione con un secco No sia al fronte sovranista e populista di Lega e M5S che al fronte repubblicano della galassia PD. Essi, infatti, portano avanti una politica di scontro all'interno della borghesia (termine arcaico ma che rende l’idea), che riguarda la borghesia, e noi, invece, ritorniamo a parlare di confronto e conflitto tra interessi diversi tra le diverse classi sociali. Rilanciamo, quindi, il fronte socialista e ritorniamo a trattare il tema dell’internazionalismo socialista.

Ai socialisti interessano i poveri del mondo, non i banchieri in tricolore.

Ultima modifica ilGiovedì, 31 Maggio 2018 17:18
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