Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Sulla territorialità

Sulla territorialità Sulla territorialità

di Manuel Santoro

Nel disperato bisogno di correggere una situazione socio-economica ampiamente frantumata ed impoverita da anni di ruberie, di inettitudine politica e di immobilismo, cerchiamo di dare una mano a chi ne ha bisogno. Nel nostro piccolo perseguiamo un duplice fine. Da un lato l’azione politica per l’emancipazione delle classi subalterne, dall’altro lato soccorrere chi necessita di aiuto. La politica sorda non deve distoglierci da questo duplice percorso. Questa è la missione che cerchiamo di perseguire al meglio.

Oltre alla politica in quanto visione del mondo e della società che vorremmo, le diversissime realtà italiane hanno bisogno di sostegno, di assistenza, di solidarietà mentre il Paese intero sembra accontentarsi degli slogan roboanti, delle promesse riformiste dagli alti toni senza che, ad oggi, si sia visto uno straccio di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

Evidentemente chi si accontenta è felice così, e non è stato picchiato né dalla fame né dagli stenti, a differenza di tanti altri nostri concittadini. Il nostro ruolo è anche costruire solidarietà, cementare aggregazioni, offrire assistenza nei territori. Le nostre sezioni, oltre al necessario lavoro politico, devono divenire poli di assistenza e di solidarietà permanente.

Oggi fare politica ha assunto un significato molto diverso rispetto a diversi anni fa, rispetto a decenni fa. Il discorrere, l’analizzare le problematiche del Paese è ancora necessario ma non più sufficiente in quanto non fondamentale in un contesto di estesa sopravvivenza e di abbassamento dei bagagli culturali. I bisogni sono altri.

La nostra politica oggi deve, attraverso le sezioni territoriali, assistere la propria comunità, sostenere le giuste rivendicazioni di uomini e di donne. Soccorrere i casi più urgenti. La vita di sezione deve essere orgogliosamente di attiva resistenza politica ed assistenza civile.

Questo modus operandi è l’unica via che ci è concessa per far riemergere un senso comune di appartenenza, una causa comune, e che ci porti a poter efficacemente sostenere di aver dato un contributo umano e politico alla soddisfazione dei bisogni altrui.

Il mio compito è di strutturare Convergenza Socialista, farla crescere nella quantità e nella qualità, organizzandola affinché superi senza affanni le sfide del domani. Quando saremo più forti, più strutturati, più organizzati, più visibili, saremo più capaci di far emergere un nuovo modo di intendere le politiche socialiste.

In un Paese che non cresce socialmente da troppi anni, in un’Europa dilaniata da divisioni politiche e in un mondo dove regna sovrano il colonialismo economico il quale condiziona fortemente la politica sino ai livelli più alti e suddivide anche i morti su basi economiche e politiche, è necessario costruire un nuovo interesse attivo e partecipato su quello che ci circonda quotidianamente.

Una società che vive e si evolve secondo direttrici economiche, politiche e, di conseguenza, sociali e comportamentali, dettate da pochi per il benessere di pochi e l’impoverimento di molti, richiede una politica, e quindi una forza, socialista forte, in ambito territoriale, nazionale e internazionale, che sappia rispondere alle difficoltà di intere cittadinanze passate troppo velocemente da una qualità della vita decente alla miseria più nera.

L’apprezzamento del lavoro come mansione utile anche alla collettività e necessaria per un appagamento personale non esiste più nelle forme che abbiamo conosciuto nel nostro non lontano passato. Al lavoro si è sostituito il denaro come motore che produce altro denaro, rigenerandosi.

Siamo arrivati a questo punto senza battere ciglio, senza un sussulto, senza una vera opposizione. Conosciamo il tragitto travagliato che il nostro Paese ha percorso negli ultimi decenni, così come conosciamo il degrado politico e sociale nei nostri quartieri, nelle nostre città.

Dobbiamo conoscere prima di tutto chi ci avversa ed operare di conseguenza. Da una parte, per un’attività di riflessione, è fondamentale conoscere gli ingranaggi del sistema economico odierno e trovare le forze motrici per un modello di sviluppo alternativo, misurabile su fattori di sostenibilità economica e sociale.

Il nostro lavoro è, quindi, necessario e dovremo fare di tutto per ricreare i presupposti di crescita, iniziando proprio da dove questa crescita è richiesta. Dagli strati meno abbienti delle nostre città e periferie, dove l’indifferenza e la povertà regnano sovrane.

Siamo un partito socialista focalizzato sul lavoro territoriale. Ora tocca agire.

 

 

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Settembre 2018 17:04
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