Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Le bolle finanziarie

di Renato Gatti

Dagli effetti dell’ultima bolla finanziaria non siamo ancora usciti; è dal 2007 anno in cui è scoppiata la bolla sub-prime che, a livello mondiale, stiamo pagando le conseguenze di quel disastro; un disastro cinico perché nato dalla follia del mondo finanziario si è scaricato dapprima sulle banche mandandone in fallimento molte, tra cui la più nota è la Lehman Brothers, oppure costringendo gli stati a salvarle. Questi salvataggi hanno squassato i bilanci degli stati mettendo in pericolo i loro conti.

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La povertà in Italia e l'impoverimento prossimo. Conclusioni

di Giandiego Marigo

Parliamo , alla fine, del nostro paese. In questo viaggio “nella povertà” che ci ha tratteggiato un mondo molto diverso dal “Miglior Mondo Possibile” delle favole capitalistiche.

I dati Istat relativi alla povertà assoluta e relativa rimangono “tristemente” stabili nel confronto fra questi ultimi anni QUI, dopo l'impennata subita a causa della crisi.

Molto più preoccupante, è ormai dimostrato in questa nostra tesi, il dato della povertà relativa rispetto a quello della povertà assoluta, pur devastante.

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Tasso di povertà nella U.E. e in Italia

di Giandiego Marigo

Si è già detto della relativizzazione dei dati mondiali sulla povertà. Di come questi ultimi siano leggibili in svariati modi secondo la volontà di chi li legge e finalizzando il discorso all'effetto che si vuole ottenere. Se nel mondo la povertà, teoricamente e sulla carta, diminuisce; in Europa aumenta costantemente anche se in modo discontinuo. Qui

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Sulla comunità socialista - preludio

di Manuel Santoro

Realizzare politiche socialiste significa avere già la forza costituita di un soggetto politico il quale necessita alle sue spalle di un popolo, una comunità ideologicamente e politicamente preparata e quotidianamente attiva. Senza una comunità socialista formata, non è pensabile poter attuare quelle riforme strutturali necessarie per la graduale conversione del nostro modello di realtà con uno diametralmente alternativo.

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Avviamo i lavori dell'Ideologia Socialista, rivista teorica del socialismo

di Manuel Santoro

Pochi anni addietro abbiamo avviato il percorso della costruzione di una soggettività politica e partitica del tutto slegata dalle beghe del residuale socialismo italiano, e lo abbiamo fatto non per saccenteria o egocentrismo ma per la semplice presa di coscienza che avviare un discorso socialista richieda oggi spostarsi su un terreno del tutto nuovo, lontano dalle macerie del socialismo italiano, e cominciare a lavorare dalle fondamenta per la costruzione di una soggettività che sia nuova seppur incameri l’insegnamento fatto di lotte, vittorie e sconfitte, dei decenni passati.

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Pragmatici con visione

di Renato Gatti

Il tramonto dell’ideologia socialista

Oggi l’ideologia socialista, in tutta Europa, salvo gli sprazzi di Corbyn, e nel mondo, salvo gli sprazzi di Sanders, appare in netto stato di obsolescenza. Quando parlo di socialismo non mi riferisco ad un particolare partito, ma al suo messaggio culturale indipendentemente da come esso sia stato interpretato e vissuto nei vari paesi e dai vari partiti.

Anche gli intellettuali, che negli anni trascorsi hanno interpretato quel ruolo gramsciano di creatori di cultura, si sono rifugiati in un conformismo sdraiato sull’esistente (non tutti per fortuna) sicché la loro funzione di antitesi è venuta sfumando.

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Sulla povertà - parte I

di Giandiego Marigo

Purtroppo quando si parla di povertà il rischio di ricadere in Luoghi comuni è di una facilità assoluta. Per esempio la dichiarazione sin troppo ripetuta del rapporto crudele 1% - 99%, oppure la dichiarazione secondo la quale 8 persone detengono circa metà della ricchezza mondiale (argomento che riprenderò in chiusura). Entrambe sono vere, purtroppo, e nel medesimo tempo tempo non dicono nulla che non sia retorico e ripetuto a iosa. Ma soprattutto sono ripetute in modo inutile ed impotente al modificare e cambiare alcunché.

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Il lavoro, le fazioni e l’intervento pubblico

di Roberto Spagnuolo

A urne chiuse si ripropongono gli stessi problemi strutturali che da decenni accompagnano il mondo del lavoro: formazione non adeguata, rispetto alle esigenze evolutive del mercato del lavoro; inesistente riqualificazione; scarsa o nulla valutazione e valorizzazione dei meriti, specie nella PA; alto peso finanziario delle pensioni sul mercato del lavoro attivo; bassa produttività privata del lavoro e scarsa valutazione della proficuità sociale dello stesso; scarsa cultura manageriale cooperativa, specie nella PA; bassa cultura digitale; alta presenza di rendite di posizione che ostacolano innovazione e investimenti.

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L'impoverimento è appena cominciato

di Giandiego Marigo

Le cifre sono molto alte, si parla di 46 miliardi di euro nel passaggio dal retributivo al contributivo. Una cifra sensibile e molto pesante. Anche se, diciamolo, c’è sempre un margine di arbitrarietà e di mistero attorno a queste affermazioni.

C’è, però, un’altra considerazione da fare, di cui si preferisce parlare poco o nulla o forse, peggio, si preferisce non parlare affatto. Questa considerazione è “chi pagherà lo scotto” di questo risparmio, eventuale ed ipotetico?

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