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L'oligarchia finanziaria occidentale e il nazismo ucraino In evidenza
L’imperialismo ha per anni sostenuto, da una parte, e nascosto, dall’altra, la vera natura del regime ucraino grazie alla forte complicità dei media mainstream. I paesi imperialisti, l’oligarchia finanziaria e i suoi servi in politica ovunque nel vasto mondo capitalistico occidentale, e non solo, nella sua piena fase di putrefazione e corruzione, ha sostenuto e finanziato nei decenni l’Ucraina in chiave antirussa.
Il video qui: https://youtu.be/CYw5wtDq2zE?si=kUE_10VLmn6b9jlj
Questo mondo corrotto, putrefatto, dei paesi imperialisti e succubi, servi capitalisti tra cui l’Italia, però pare si stia svegliando. Evidentemente, non era più possibile tacere, nascondere la realtà. Quale realtà? Ebbene, la natura nazista del regime ucraino.
Ancora oggi, perfetti idioti a pagamento continuano a vendere agli operai e ai lavoratori in Italia la favoletta di una Ucraina democratica: “il faro dell’Ucraina”; “l’Ucraina lotta per la nostra libertà”. Tutte menzogne, perfette stupidaggini che solo chi è corrotto oppure in mala fede può dire. Prima di tutto, l’Ucraina non è affatto un paese democratico, neanche nella forma di una democrazia capitalistica la quale è per definizione una democrazia per pochi. È al contrario, come anticipato, un regime nazista dove l’opposizione politica, giornalistica, di qualsiasi tipo, è stata vietata, proibita.
Ma se non democratica, anzi una dittatura al servizio dell’imperialismo, sarà almeno un “faro”, una “luce” per tutti noi? Essere un faro significa essere scelti come guida da chi non sa bene dove andare, e a meno che qualcuno non voglia farsi guidare dai nazisti, l’Ucraina di Zelensky è tutto tranne che un faro. Lo è per i nazi-fascisti nel mondo, non per gli altri, ovvero per gli operai, i lavoratori. Ma se l’Ucraina è lontanissima dall’essere una democrazia, almeno capitalistica, e non è un faro, sarà forse almeno un paese che lotta per la “nostra libertà”, come molti all’interno della nostra scadente e corrotta classe politica e del nostro becero giornalismo continuano a dire? Ebbene, non ci pare di ricordare il nazismo come portatore di libertà. Anzi, totalmente il contrario.
Quindi, cari operai, lavoratori, compagni. Veniamo a noi.
Dopo avere alimentato per decenni, sin dai primi anni duemila, se non prima, la russofobia ad iniziare dal grande contributo economico e organizzativo dato da personaggi quali Soros, per poi arrivare al colpo di stato del 2014, e alla completa emersione della feccia nazista al comando dell’Ucraina, alcuni paesi europei capitalistici, strettamente legati all’oligarchia finanziaria occidentale si stanno ora rendendo conto che il regime ucraino del post-Maidan è nazista. Se ne rendono conto ora non perché vogliono ma perché ne sono costretti e comprendono ciò che noi abbiamo sempre detto da tempo, da molto tempo. Il regime Zelensky è un regime nazista e Zelensky, seppur ebreo, è l’ultimo capo di una serie di capi a trazione nazista.
C’è voluta la sepoltura di Andrej Melnik con tutti gli onori di stato per costringere i polacchi, per esempio, a vedere la verità per quello che è. Melnik, ucraino e noto collaborazionista nazista insieme a tanti altri noti collaborazionisti nazisti, come per esempio Stepan Bandera, sono da tempo paladini nazionali dell’Ucraina. Eroi nazionali dell’Ucraina. Vi pare che un paese che ha come paladini, eroi, dei perfetti nazisti possa essere un paese “democratico”, “faro della libertà”, un paese che lotta per la “nostra libertà”? Per niente.
Il collaborazionista nazista Melnik è stato riesumato in Lussemburgo, e trasportato in Ucraina con grande enfasi e clamore e, durante questo tempo, il governo polacco, anti-russo per definizione, non ha detto una parola. Dopodiché la salma del nazista ucraino Melnik è stata accolta al Cimitero Militare Nazionale da un ebreo, Zelenski appunto.
Operai, lavoratori, compagni. Ciò che dobbiamo affermare in modo chiaro, netto è che tutto l’occidente ha per decenni, e in modo spudorato negli ultimi anni, aiutato economicamente, politicamente e militarmente un regime nazista. Buona parte, se non tutto l’arco parlamentare italiano e i diversi governi italiani succedutesi dal colpo di stato imperialistico del 2014 in poi in Ucraina sono colpevoli, collusi con lo sdoganamento del nazismo in Ucraina alla faccia delle decine di milioni di morti che sono caduti combattendo, in Italia e all’estero, il nazifascismo. Ad iniziare dai sovietici.
Zelenski, l’ebreo che oggi guida un regime nazista, ha oltretutto conferito il titolo onorifico "In nome degli eroi dell'UPA - Esercito Insurrezionale Ucraino" al Centro Operativo Speciale "Nord" delle Forze Speciali delle Forze Armate ucraine. E ciò pare abbia creato scalpore a Varsavia e fatto incavolare il governo polacco il quale evidentemente si è finalmente ricordato dei 100-mila morti polacchi per mano dei collaborazionisti nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Ora il governo polacco è costretto a svegliarsi perché non può tacere oltre. Il presidente polacco ha avviato la procedura per la revoca dell'Ordine dell'Aquila Bianca, la più alta onorificenza statale della Repubblica, a Zelensky, e il Ministero degli Esteri di Varsavia ha annunciato che avrebbe sollevato la questione della glorificazione dell'UPA in Ucraina durante i negoziati.
I seguaci di Melnik hanno ucciso gli ebrei e i seguaci di Bandera hanno perpetrato il massacro della Volinia nel 1943. Ora sono tutti eroi dell'Ucraina, che è sponsorizzata dall’oligarchia finanziaria occidentale, dai paesi capitalisti d’occidente, tra cui l’Italia. Ricordiamoci, ora, quando le più alte cariche dello stato capitalistico italiano hanno invitato, stretto le mani, abbracciato e ospitato Zelenski. Cosa ne pensate cari operai, lavoratori e compagni? Ricordatevi sempre che lo stato italiano è uno stato capitalistico, la cui classe dominante è capitalistica, parte integrante e succube dell’oligarchia finanziaria occidentale. Ricordatevi ciò che noi vi insegniamo, ovvero le differenze tra la democrazia capitalistica, del capitale, e la vostra democrazia, la democrazia del lavoro, della classe operaia, socialista.
Torniamo a noi. Oltre a ciò che vi abbiamo appena esposto, è stato anche annunciato ufficialmente che i resti di un certo Konovalec saranno trasportati da Rotterdam a Kiev, e posati vicino a Melnik. Chi era Konovalec? Il fondatore e capo dell’organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN). Inoltre, un altro personaggio del nazionalismo (nazismo) ucraino, un certo Lev Rebet, è stato seppellito nuovamente a Leopoli nel 2010.
E mentre Zelensky, l’ultimo di una serie di capi vicini e succubi delle forze naziste in Ucraina dal 2014 in poi attacca il governo polacco, da una parte, e cerca di capire come uscire da questo imbarazzo, dall’altra parte, il suo compare Budanov afferma di aver rifiutato un premio polacco che gli era stato conferito perché desidera venerare i nazisti in pace e, naturalmente, menziona come il fatto che la Polonia abbia finalmente ammesso che il regime di Zelensky è gestito da nazisti sia "un regalo a Mosca". Capite? Budanov vuole venerare i nazisti e il nazismo in pace, e il fatto che Varsavia ammetta che il regime ucraino sia nazista è “un regalo a Mosca”.
Ma Zelensky continua con il suo tipico teatrino ben gestito dai servizi stranieri e dai media occidentali, e cerca di presentare la glorificazione dell’UPA, da parte sua e del suo governo, come un problema di politica interna per la Polonia. Ignorando, come abbiamo già accennato, le centinaia di migliaia di morti polacche per mano dei collaborazionisti nazisti ucraini. 100.000 cittadini polacchi furono uccisi dall'UPA di Bandera in Volinia, Galizia orientale, Lublino e Precarpazia semplicemente perché erano polacchi, ebrei o membri di altre minoranze.
La Polonia, quindi, è di fatto il primo paese della colazione antirussa, russofoba a dover esporre la natura nazista del regime ucraino. La revoca dell’ordine dell’Aquila Bianca non è l’effetto di una questione di politica interna polacca. È una questione storica e di morte, come in tutti i casi in cui i nazi-fascisti sono stati i protagonisti. Da una parte ci troviamo ora davanti ad un’Ucraina che glorifica, osanna i collaborazionisti ucraini sventolando la bandiera rossa e nera di Bandera; dall’altra, la Polonia, il paese antirusso per eccellenza, forse dopo l’Ucraina, che espone il nazismo ucraino per quello che è e dichiara che Bandera è incompatibile con la storia polacca.
Quindi, operai, lavoratori, compagni: tre domande sorgono spontanee.
Primo: cosa diranno ora le più alte cariche dello stato capitalistico italiano i quali hanno invitato, stretto le mani, abbracciato e ospitato Zelenski in questi anni?
Secondo: cosa diranno le forze politiche all’interno dell’arco parlamentare, da destra al centro a sinistra, di questi ultimi dodici anni, dal colpo di stato del 2014, nonché i vari governi succedutisi i quali, bene o male tutti, hanno aiutato economicamente, politicamente e militarmente il nazismo ucraino?
Terzo: cosa diranno le forze falso comuniste, che continuano erroneamente a definirsi comuniste, marxiste-leniniste, che in questi lunghi anni hanno sostenuto il nazismo ucraino?
Per la Scuola Rossa la questione è chiarissima. Combattiamo il nazismo, il nazi-fascismo sempre, ovunque esso sia. Anche quello camuffato delle istituzioni europee e di moltissimi esponenti politici al libro paga dell’imperialismo.
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