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L’Iran reagisce all'attacco USA-Israele In evidenza

Parte dei lavori della Scuola Rossa: "Analisi quotidiane".

Attacco a sorpresa durante i negoziati che si stavano svolgendo tra Iran e Stati Uniti. Diciamo subito che la motivazione dell’attacco a sorpresa di Israele, con il supporto statunitense, non è il programma nucleare iraniano, ma un cambio di regime. 

L’Iran che era focalizzato sui negoziati con gli Stati Uniti mentre questi ultimi tramavano, insieme a Israele, un’operazione la cui preparazione era iniziata nel Novembre del 2024. Questa preparazione include la creazione di basi droni dentro il territorio iraniano da parte del Mossad, e negli attimi antecedenti l’attacco aereo (si riporta 200 aerei israeliani coinvolti), questi droni sono stati attivati contro le difese antiaeree iraniane, uccidendo ufficiali e scienziati a Teheran. Modus operandi che ricorda l’operazione di pochi giorni fa, partita da dentro la Russia, con droni, contro la triade nucleare russa.

Da una parte, quindi, abbiamo la preparazione di questa operazione a “sorpresa”, iniziata molti mesi prima; dall’altra, la tattica del negoziato che non ha fatto altro che far abbassare le difese all’Iran. Analisti che hanno contatti importanti, sul posto, riportano che l’accordo tra Iran e Stati Uniti era di fatto raggiunto e che sarebbe stato concluso domenica 15, in Oman.

Altro elemento importante per comprendere la tattica menzognera e truffaldina del regime sionista e genocida israeliano e dell’imperialismo statunitense. Era stato venduto all’Iran la promessa che Israele e Stati Uniti avrebbero atteso i risultati della negoziazione in Oman, prima di trarne le conclusioni e decidere come agire. Quindi, l’attacco tra mercoledì e giovedì, 3 giorni prima dell’incontro in Oman, è stato un attacco vigliacco (come gli attacchi vigliacchi quotidiani contro donne, vecchi e bambini che Israele compie a Gaza).

Ma perché attaccare l’Iran? Stati Uniti e Israele hanno interessi diversi, ma un unico obiettivo: l’Iran. Dobbiamo premettere che il supporto incondizionato degli Stati Uniti nei confronti di Israele è di natura imperialistica. L’oligarchia finanziaria, non solo quella statunitense, vede i sionisti ai posti di comando. Non è un caso che Macron, Merz, Starmer, e l’Unione Europea con Von der Leyen abbiano tutti dichiarato che “Israele ha il diritto di difendersi” quando è Israele il paese terroristico, genocida che assassina civili e militari, e attacca paesi quali Yemen, Iran, Siria, Libano ecc. senza alcuna dichiarazione di guerra. Di sorpresa. In modo codardo.

Altro elemento da aggiungere è l’IPAC (la commissione degli affari pubblici americana-israeliana), di fatto una lobby che finanzia politici statunitensi ed europei affinché portino avanti politiche filo-sioniste. Milioni e milioni di dollari ed euro vengono “donati” ai politici occidentali affinché si inginocchino ai voleri del regime genocida israeliano. Trump è naturalmente coinvolto, così come tutti i presidenti statunitensi prima di lui. Ma non solo negli Stati Uniti. Anche nell’Unione europea.

Detto questo, veniamo ora agli interessi diversi tra Israele e gli Stati Uniti che però vedono nell’Iran l’unico obiettivo. Da parte di Israele, l’Iran è l’unico paese in grado di tenere testa al paese sionista che naturalmente non appare così invincibile come quando assassina vecchi, donne e bambini inermi. L’Iran è un paese sovrano, organizzato, non allineato all’egemonia statunitense e non consentirà il progetto sionista della “grande Israele”. Da parte statunitense, invece, l’Iran è parte dei BRICS ed è parte dell’asse con Russia, Cina, Brasile. L’obiettivo degli Stati Uniti, ma soprattutto dell’oligarchia finanziaria in quanto classe dominante, è di rimanere egemone e non consentire lo sviluppo di un mondo multipolare. Un cambio di regime a Teheran, perché di questo si tratta, con un regime favorevole, permetterebbe di dare un duro colpo ai BRICS, e alla Russia e alla Cina. Alla Russia, poiché la Russia ha necessità del corridoio Sud-Nord sino al golfo persico, sino allo stretto di Hormuz; alla Cina, poiché la Cina ha necessità del petrolio iraniano, lo acquista in grandi quantità. Ne ha infatti aumentato l’acquisto arrivando al 13% di tutto il petrolio acquistato.

Quindi, compagni, il gioco che Israele e Stati Uniti stanno portando avanti è un gioco di natura imperialistica, ma l’Iran non è lo Yemen e sono i palestinesi di Gaza. L’Iran è un paese militarmente organizzato che è stato tratto in inganno con l’arma dei negoziati. Negoziati ormai chiusi in modo definitivo. Ora è guerra ed è una guerra contro l’imperialismo.

Ultima modifica ilSabato, 20 Dicembre 2025 16:01
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