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Gli USA entrano direttamente nel conflitto Israele-Iran In evidenza
Parte dei lavori della Scuola Rossa: "Analisi quotidiane".
22.06.2025 - La Scuola Rossa condanna assolutamente e fermamente l’attacco statunitense contro l’Iran
L’attacco avvenuto poche ora fa contro i siti nucleari di Fordow, Natanz ed Esfahan è un crimine di guerra che viene condannato dalle operaie e dagli operai, dalle lavoratrici e dai lavoratori in Italia. È un atto criminale che viene duramente condannato dalle compagne e dai compagni della Scuola Rossa.
È un atto che rinsalda la posizione del presidente Trump all’interno del gruppo dei criminali di guerra, andando a fare compagnia a tanti altri ex-presidenti degli Stati Uniti d’America. Oltre ai crimini commessi durante il suo primo mandato (ricordiamo uno tra i diversi crimini appunto il barbaro assassinio del comandante delle brigate del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Soleimani) e oltre al suo sostegno diretto ai crimini di guerra in Gaza da parte del governo Netanyahu, ora Trump si macchia di un ulteriore crimine: aver colpito un paese, l’Iran, in particolare i siti nucleari, senza alcuna dichiarazione di guerra.
Vogliamo ricordare che le leggi internazionali non vietano affatto il perseguimento della ricerca nucleare per scopi pacifici; non vietano affatto l’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici. L’Iran nel 1968 ha siglato il Trattato di Non Proliferazione e l’Iran non ha mai ritirato la propria adesione al trattato. Al contrario di Israele, invece, il quale non ha mai siglato tale trattato.
Inoltre, l’Iran non ha mai minacciato altri paesi con armi nucleari, non possedendone; Israele, al contrario, utilizza l’arma atomica come minaccia per ricevere supporto politico e militare dagli Stati Uniti. Se “lasciato solo” contro tutti, per sua colpa e non di altri, per la sua aggressività e criminalità a scapito di qualsiasi regola internazionale, Israele dichiara che sarebbe disposta a ricorrere all’uso di armi nucleari, scatenando un conflitto contro la maggior parte dei Paesi arabi.
Anche se mai dichiarato ufficialmente, si ritiene che Israele possegga testate nucleari, oltre a Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, India, Pakistan e Corea del Nord; si ritiene che Israele abbia tra le 90 e le 400 testate nucleari, e la capacità di crearne altre. Usiamo il passaggio “si ritiene” perché Israele non ha mai permesso alcun controllo e verifica da parte delle agenzie internazionali, né tantomeno i paesi cosiddetti “occidentali” hanno mai costretto Israele a tali controlli; ciò che invece si richiede da decenni all’Iran.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica non ha mai controllato, verificato e riportato lo stato nucleare di Israele. Ci sono analisti ed esperti che ritengono che Israele possieda l’arma atomica; ahimè Israele dichiara di non possederne alcuna; in realtà ha sviluppato l’atomica in segreto da decenni, grazie al supporto di Francia e probabilmente Sudafrica, contro le richieste di smantellamento delle Nazioni Unite.
Altra questione che merita un approfondimento è il ruolo giocato in questa situazione dall’agenzia internazionale per l'energia atomica. Più o meno dieci giorni fa sono stati resi pubblici documenti che dimostrerebbero la collusione di tale agenzia con Israele e con gli Stati Uniti, ovvero la condivisione da parte dell’agenzia internazionale per l'energia atomica, con le autorità israeliane e statunitensi, dei dati raccolti a valle delle verifiche fatte dalla stessa agenzia presso i siti nucleari iraniani dove avviene l’arricchimento dell’uranio. Difatti, è curioso come l’agenzia internazionale per l'energia atomica sia rimasta incollata per decenni al programma nucleare iraniano, non mollandolo mai, mentre non abbia detto mai una parola sul programma nucleare segreto israeliano e sul possesso da parte di Israele di bombe atomiche. Un doppio standard che, come vedremo, fa ricadere tale agenzia all’interno della galassia di tutte le altre agenzie cosiddette “internazionali” occidentali ma che sono de facto strumenti del capitale finanziario. Basta ricordarsi l’atteggiamento da parte dell’agenzia internazionale per l'energia atomica nei confronti dei bombardamenti ucraini contro la centrale nucleare di Zaporizhzhya.
Cosa c’è, quindi, dietro tutto questo? Perché Israele, e ora anche gli Stati Uniti, attaccano l’Iran? Per quale motivo Stati Uniti e Unione Europea continuano a non comprendere la legittima posizione dell’Iran per ciò che concerne l’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici? Perché Stati Uniti e Unione Europea non dicono una parola contro l’illegalità di Israele sul suo programma nucleare segreto e, anzi, ribadiscono la stupidaggine che sia Israele ad avere il diritto di difendersi? Difendersi da chi?
Non è l’Iran che ha attaccato Israele, ma Israele che ha attaccato l’Iran. La questione è così direttamente emanazione, in politica, dell’imperialismo che il Regno Unito e l’alto rappresentante dell’Unione Europea dichiarano che è l’Iran a dover “tornare” al tavolo delle trattative. Quali trattative? Per cosa? Secondo i servi in politica del capitalismo finanziario, quali le classi politiche statunitense ed europea, l’Iran dovrebbe arrendersi alla ferocia del fascismo in politica dell’imperialismo.
Ciò ci porta ad affermare che la Russia e la Cina, così come altri attori importanti quali la Turchia, il Pakistan saranno presto della partita. Già domani, lunedì 23 giugno, il ministro degli Esteri iraniano incontrerà il Presidente Putin a Mosca.
Andiamo però al nocciolo della questione.
L’Iran, così come la Russia e la Cina, oltre alla Corea del Nord, Cuba, Venezuela, e potremmo menzionarne tanti altri di paesi nel mondo, dal Sud America all’Africa sino all’Asia, combattono un unico nemico: l’oligarchia finanziaria, ovvero quella espressione in termini di classe del capitalismo finanziario, dell’imperialismo. E ricordiamoci che Israele è l’avamposto dell’oligarchia finanziaria in Medio Oriente. Israele non è un paese imperialista ma è l’avamposto dell’imperialismo, ovvero del capitale finanziario, in Medio Oriente, esattamente come l’Italia lo è nel Mediterraneo.
Come spiegato in altre occasioni, l’oligarchia finanziaria controlla strettamente le classi politiche. Quali? Riprendiamo brevemente ciò che abbiamo detto nella nostra ultima analisi (dal titolo “Attacco USA-Israele contro l’Iran e il contesto mondiale”, che vi invitiamo a vedere sul nostro canale YouTube).
Per servi dell’oligarchia finanziaria intendiamo le classi politiche, al governo ma anche tendenzialmente all’opposizione parlamentare, che guidano (sotto dettatura di tali oligarchie finanziarie) i propri paesi imperialistici.
Per servi dell’oligarchia finanziaria intendiamo però anche le classi politiche, al governo ma anche tendenzialmente all’opposizione parlamentare, che guidano (sotto dettatura di tali oligarchie finanziarie) i propri paesi che sono de facto satelliti dei paesi imperialistici.
Abbiamo rimarcato in passato come i paesi imperialistici siano oggi Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Giappone, con la lenta emersione del Canada; tali paesi sono sotto il controllo politico ed economico della classe dominante in questa fase imperialistica: l’oligarchia finanziaria. Non che gli altri paesi, non imperialistici ma comunque nel capitalismo, non siano sotto il controllo politico ed economico dei paesi imperialistici. Lo sono, e con certe gradazioni, anche in modo più feroce. Quando diciamo che i paesi sopra menzionati sono imperialistici, diciamo che tali paesi sono sede delle grandi banche e della grande finanza che guidano il mondo occidentale.
L’Italia, per esempio, non è un paese imperialista per sé, in quanto deficitaria delle condizioni necessarie per definirsi “imperialista” (e lo vedremo), ma è un paese satellite dei paesi imperialisti e, quindi, un livello sotto in termini egemonici rispetto a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone e Canada. Di conseguenza, l’Italia è un paese capitalistico senza alcuna sovranità economica né politica, ma teleguidato dalle oligarchie finanziarie che risiedono altrove (negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Giappone e in Canada).
Ora, l’oligarchia finanziaria che domina, in quanto classe dominante nella fase imperialistica del capitalismo, i paesi, le società sopra menzionate e i vari paesi satelliti tra cui l’Italia, procede ad una decisa metamorfosi facendo emergere la componente più reazionaria e più feroce di se stessa, e ciò per l’acuirsi, l’intensificarsi delle difficoltà che incontra nel suo progetto di costante arricchimento e acquisizione di potere in altre parti del mondo, quali Russia, Cina, Venezuela, ecc. (non è un caso che questi luoghi siano i futuri e probabili teatri di guerra di cui le classi politiche occidentali e il mainstream – servi della classe dominante – parlino molto spesso). La storia insegna come siano stati diversi i tentativi in Sud America, in Africa di appropriazione di immense risorse naturali da parte delle classi politiche dei paesi imperialisti, teleguidati naturalmente dalla classe dominante: l’oligarchia finanziaria. Ultimo, il lungo processo dell’accerchiamento NATO della Russia che possiede immense ricchezze, e che l’oligarchia finanziaria, per mezzo dei paesi imperialisti e satelliti, e delle loro classi politiche, vorrebbe accaparrarsi definitivamente. Il futuro e probabile attacco alla Cina, che nelle menti dei capitalisti occidentali doveva avvenire dopo la sconfitta strategica della Russia, va nella stessa direzione: ovvero depotenziare in modo definitivo una potenza socialista manifatturiera capace di distruggere le velleità dell’imperialismo in modo definitivo.
La metamorfosi dell’oligarchia finanziaria, quindi, da componenti più “democratiche” a componenti più reazionarie proprio per le aumentate difficoltà che incontra rispetto ai suoi desiderata di conquista e di potere, determina il passaggio al fascismo. Ed è ciò che stiamo vedendo negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, in Israele (vedi Gaza). Ricordandovi che l’obiettivo dell’imperialismo, quindi dell’oligarchia finanziaria al potere in occidente, è la distruzione del progetto BRICS e che l’obiettivo di Israele, avamposto della stessa oligarchia finanziaria in Medio Oriente, è la Grande Israele, il fascismo al potere è, per definizione e come lo ha giustamente definito la XIII Sessione plenaria del Comitato Esecutivo dell’Internazionale comunista, la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario.
Approfondendo la definizione di ciò che è veramente il fascismo, ebbene, esso non è una forma di potere statale che stia «al di sopra di tutt’e due le classi, del proletariato e della borghesia»; non è la «piccola borghesia insorta che si è impadronita della macchina statale». No! Il fascismo non è né un potere al di sopra delle classi, né il potere della piccola borghesia o del sottoproletariato sul capitale finanziario.
Il fascismo è il potere dello stesso capitale finanziario.
È l’organizzazione della repressione terroristica contro la classe operaia e contro la parte rivoluzionaria dei contadini e degli intellettuali. Il fascismo, in politica estera, è lo sciovinismo nella sua forma più rozza, lo sciovinismo che coltiva l’odio bestiale contro gli altri popoli.
Secondo Dimitrov: lo sviluppo del fascismo e della dittatura fascista stessa assumono forme diverse nei diversi paesi, a seconda delle condizioni storiche, sociali e politiche, nonché delle particolarità nazionali e della posizione internazionale dei singoli paesi. In alcuni paesi, prevalentemente là dove il fascismo non ha una base di massa estesa e dove la lotta fra i singoli gruppi nel campo stesso della borghesia fascista è abbastanza forte, il fascismo non si decide a liquidare il Parlamento e lascia agli altri partiti borghesi e anche alla socialdemocrazia un certo margine di legalità. In altri paesi, dove la borghesia dominante teme uno scoppio imminente della rivoluzione, il fascismo instaura il suo monopolio politico illimitato, o di colpo, o rafforzando sempre più il terrore e la repressione contro tutti i partiti e gruppi concorrenti. Ciò non esclude che il fascismo, nei momenti in cui la situazione è particolarmente grave, tenti di allargare la sua base e di combinare la dittatura terrorista aperta con una grossolana falsificazione del parlamentarismo, senza modificare la propria essenza di classe.
L’avvento del fascismo al potere non è l’ordinaria sostituzione di un governo borghese con un altro, ma è il cambiamento di una forma statale del dominio di classe della borghesia - la democrazia borghese - con una altra sua forma, con la dittatura terroristica aperta. Ed è ciò che da molti anni sta emergendo con forza, sicuramente dalla scomparsa dell’Unione Sovietica. Prendete come esempio l’evoluzione reazionaria del progetto imperialistico dell’Unione Europea, in quanto braccio politico dell’oligarchia finanziaria in Europa, dal momento in cui si è capito che la Russia non sarebbe stata disposta a diventare una colonia.
Quindi, per gli operai, i lavoratori salariati in Italia, oggi, è tempo di reagire alla politica fascista statunitense e israeliana, nonché europea, dettata direttamente dall’oligarchia finanziaria occidentale, dal capitale finanziario più reazionario, più sciovinista, più feroce.
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