Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La grande menzogna dell’Holodomor In evidenza

di Grover Furr,

tradotto da Manuel Santoro dal link: https://www.counterpunch.org/2017/03/03/the-holodomor-and-the-film-bitter-harvest-are-fascist-lies/

Nota dell’autore: in questo articolo mi baso molto sulle prove citate nella ricerca di Mark Tauger della West Virginia University. Tauger ha dedicato la sua vita professionale allo studio dell’agricoltura e delle carestie sovietiche e russe. È un’autorità mondiale su questi argomenti ed è cordialmente criticato dai nazionalisti ucraini e dagli anticomunisti generalmente perché le sue ricerche rivelano le loro bugie.

Il film nazionalista ucraino “Bitter Harvest” (Raccolto amaro), diffonde bugie inventate dai nazionalisti ucraini. Nella sua recensione, Louis Proyect diffonde queste bugie.

Proyect cita l’articolo di Village Voice del 1988 di Jeff Coplon “Alla ricerca di un olocausto sovietico: la carestia di 55 anni nutre la destra”. In esso, Coplon mostra che i principali esperti occidentali anticomunisti “mainstream” sulla storia sovietica hanno rifiutato qualsiasi idea su di una carestia volontariamente indirizzata contro gli ucraini. Essi continuano a rifiutare questa menzogna. Proyect ignora questo fatto.

Ci fu nel 1932-33 una gravissima carestia in URSS, inclusa (ma non limitata a) alla SSR ucraina. Ma non c’è mai stata alcuna prova di un “Holodomor” o di una “carestia premeditata”, e non c’è ancora oggi.

L’invenzione dell’“Holodomor” fu inventata da collaboratori nazisti ucraini che hanno trovato asilo nell’Europa occidentale, in Canada e negli Stati Uniti dopo la guerra. Una prima descrizione è quella di Yurij Chumatskij, “Perché un olocausto vale più di altri?”, pubblicato in Australia nel 1986 dai “veterani dell’esercito ribelle ucraino”. Questo lavoro è un attacco esteso agli “ebrei” perché troppo filocomunisti.

La recensione di Proyect tramanda le seguenti bugie sulla collettivizzazione sovietica dell’agricoltura e sulla carestia del 1932-33:

Che in generale i contadini resistettero alla collettivizzazione perché era una “seconda servitù”; (*)

Che la carestia fu causata dalla collettivizzazione forzata. In realtà la carestia ebbe cause ambientali; (*)

Che “Stalin” – la leadership sovietica – causò deliberatamente la carestia; (*)

Che la carestia mirava a distruggere il nazionalismo ucraino; (*)

Che “Stalin” - il governo sovietico - “fermò la politica di ucrainizzazione”, la promozione di una politica che incoraggiasse la lingua e la cultura ucraina. (*)

Nessuna di queste affermazioni è vera. Nessuna è suffragata da prove. Esse sono semplicemente proclamate da fonti di nazionalisti ucraini con lo scopo di giustificare ideologicamente la loro alleanza con i nazisti e la partecipazione all’Olocausto ebraico, il genocidio dei polacchi ucraini (i massacri di Volinia del 1943-1944) e l’assassinio di ebrei, comunisti e molti contadini ucraini dopo la guerra.

La loro ultima motivazione è equiparare il comunismo con il nazismo (il comunismo è illegale nell’odierna “Ucraina democratica”); l’URSS con la Germania nazista; Stalin con Hitler.

Collettivizzazione dell’agricoltura – La realtà

La Russia e l’Ucraina hanno sofferto gravi carestie ogni pochi anni per più di un millennio. Una carestia accompagnò la rivoluzione del 1917, diventando più seria nel 1918-1920. Un’altra grave carestia, chiamata erroneamente “Carestia del Volga”, colpì dal 1920-1921. Ci furono carestie nel 1924 e di nuovo nel 1928-1929, quest’ultima particolarmente dura nella SSR ucraina. Tutte queste carestie ebbero cause ambientali. Il metodo medievale della coltivazione a strisce dell’agricoltura contadina rese impossibile una agricoltura efficiente e le carestie inevitabili.

I leader sovietici, con Stalin tra loro, decisero che l’unica soluzione era riorganizzare l’agricoltura sulla base di fattorie industriali su larga scala a imitazione di alcune nel Midwest americano, che furono deliberatamente adottate come modello. Quando i sovkhozy o “fattorie sovietiche” sembravano funzionare bene, la leadership sovietica prese la decisione di collettivizzare l’agricoltura.

Contrariamente alla propaganda anticomunista, la maggioranza dei contadini accettò la collettivizzazione. La resistenza fu modesta; gli atti di ribellione furono rari. Entro il 1932 l’agricoltura sovietica, compresa la SSR ucraina, fu in gran parte collettivizzata.

Nel 1932 l’agricoltura sovietica fu colpita da una combinazione di catastrofi ambientali: siccità in alcune aree; troppa pioggia in altre; attacchi di ruggine e fuliggine (malattie fungine); e infestazioni di insetti e roditori. Il diserbo fu trascurato poiché i contadini si indebolirono, riducendo ulteriormente la produzione.

La reazione del governo sovietico cambiò quando divenne più chiara la portata del fallimento del raccolto durante l’autunno e l’inverno del 1932. Credendo all’inizio che la cattiva gestione e il sabotaggio fossero le cause principali di un raccolto scarso, il governo rimosse molti membri del partito e leader dalle fattorie collettive (non ci sono prove che furono “giustiziati” come Mykola nel film). All’inizio del febbraio 1933, il governo sovietico iniziò a fornire massicci aiuti sotto forma di grano alle zone in carestia.

Il governo sovietico organizzò anche incursioni nelle fattorie contadine per confiscare il grano in eccesso al fine di sfamare le città, le quali non producevano il proprio cibo. Inoltre, per frenare il profitto. In caso di carestia, il grano poteva essere rivenduto a prezzi gonfiati. In condizioni di carestia, il mercato libero per il grano non poteva essere consentito a meno che i poveri non fossero lasciati morire di fame, come era l’abitudine sotto gli Zar.

Il governo sovietico organizzò dipartimenti politici (politotdely) per aiutare i contadini nel lavoro agricolo. Tauger conclude: “Il fatto che il raccolto del 1933 sia stato molto più grande dei raccolti del 1931-1932 significa che la politotdely in tutto il paese aiutò le fattorie a lavorare meglio”. (Modernization, 100)

Il buon raccolto del 1933 fu portato avanti da una popolazione notevolmente inferiore, poiché molti morirono durante la carestia, altri si ammalarono o si indebolirono e altri ancora fuggirono in altre regioni o città. Ciò riflette il fatto che la carestia non fu causata dalla collettivizzazione, dall’interferenza del governo o dalla resistenza contadina, ma da cause ambientali che non erano più presenti nel 1933.

La collettivizzazione dell’agricoltura fu una vera riforma, una svolta nella rivoluzione agricola sovietica. Ci furono ancora anni di cattivi raccolti – il clima dell’URSS non cambiò. Ma grazie alla collettivizzazione si fu solo un’altra carestia devastante in URSS, quella del 1946-1947. L’analista più recente di questa carestia, Stephen Wheatcroft, conclude che questa carestia fu causata dalle condizioni ambientali e dalle interruzioni della guerra.

Le false affermazioni di Proyect

Proyect ripete acriticamente la versione della storia dei fascisti ucraini, per il beneficio dei fascisti ucraini, senza riserve.

Non c’era nessuna “macchina assassina stalinista”. (*)

I funzionari del partito impegnati non furono “epurati e giustiziati”. (*)

“Milioni di ucraini” non furono “costretti a lavorare nelle fattorie statali e collettive”. Tauger conclude che la maggior parte dei contadini accettò le fattorie collettive e ci lavorò bene. (*)

Proyect accetta la pretesa nazionalista ucraina di “tra 3 e 5 milioni di morti premature”. Questo è falso (*)

Alcuni nazionalisti ucraini citano cifre comprese tra 7 e 10 milioni, con l’obiettivo di eguagliare o superare i sei milioni dell’Olocausto ebraico. (cf. il titolo di Chumatskij’ “Perché un olocausto vale più di altri?”). Il termine stesso “Holodomor” (“holod” = fame, “mor” dal polacco “mord” = morte, in ucraino “morduvati” = omicidio) fu coniato per suonare simile a “Olocausto”.

L’ultimo studio accademico sulle morti per carestia stima 2,6 milioni (Jackes Vallin, France Meslé, Serguei Adamets e Serhii Pirozhkov, “Una nuova stima delle perdite della popolazione ucraina durante le crisi degli anni ’30 e ’40”, Population Studies 56, 3 (2002): 249–64).

(*) Jeff Coplon non è un “sindacalista canadese” ma uno scrittore e giornalista residente a New York. L’ultimo libro di Douglas Tottle “Frode, Carestia e Fascismo”, una risposta ragionevole al fraudolento “Raccolto del dolore” di Robert Conquest fu scritto (così come il libro di Conquest) prima del diluvio di fonti primarie dagli archivi sovietici declassificati dalla fine dell’URSS nel 1991 e, quindi, è seriamente obsoleto.

(*) La dichiarazione di Walter Duranty su “omelette” e “uova” non è stata pronunciata “in difesa di Stalin” come afferma Proyect, ma come critica alle politiche del governo sovietico.

Ma – per dirla senza mezzi termini – non si può fare una frittata senza rompere le uova, e i leader bolscevichi sono così indifferenti alle vittime che potrebbero essere coinvolte nel loro tragitto verso la socializzazione esattamente come qualsiasi generale durante la guerra mondiale che ordina un costoso attacco con il fine di mostrare ai suoi superiori che lui e la sua divisione posseggono il giusto spirito militare. Infatti, i bolscevichi sono più indifferenti perché spinti da una convinzione fanatica. (The New York Times, 31 marzo 1933)

Evidentemente Proyect copia semplicemente questa bufala da qualche fonte nazionalista ucraina. Se introduci spazzatura, raccogli spazzatura (**).

(*) Andrea Graziosi, citato da Proyect, non è un accademico dell’agricoltura sovietica o della carestia del 1932-1933, ma un anticomunista ideologico che accetta ogni falsità antisovietica. L’articolo che Proyect cita è tratto da “Harvard Ukrainian Studies”, una rivista priva di ricerche oggettive, finanziata e curata da nazionalisti ucraini.

(*) Proyect si riferisce a “due decreti segreti” del Dicembre del 1932 dal Politburo sovietico che chiaramente non ha letto. Questi hanno fermato l‘”ucranizzazione” fuori della SSR ucraina. All’interno della SSR ucraina, l‘”ucrainizzazione” è continuata senza sosta. Non è conclusa come afferma Proyect.

(*) Proyect non cita le prove di una “politica sovietica di distruzione fisica della nazione ucraina, in particolare della sua intellighenzia” perché non esisteva una tale politica.

Un trionfo del socialismo

La collettivizzazione sovietica dell’agricoltura è una delle più grandi imprese di riforma sociale del ventesimo secolo, se non la più grande di tutti, insieme alla “rivoluzione verde”, il “riso miracoloso” e le società di gestione dell’acqua in Cina e negli Stati Uniti. Se i premi Nobel fossero assegnati per i risultati dei comunisti, la collettivizzazione sovietica sarebbe un candidato di prim’ordine.

La verità storica sull’Unione Sovietica è spiacevole non solo per i collaboratori nazisti, ma per gli anticomunisti di ogni tipo. Molti di coloro che si considerano di sinistra, come i socialdemocratici o i trotskisti, ripetono le bugie dei fascisti autentici e degli scrittori apertamente filo-capitalisti. Gli studiosi obiettivi della storia sovietica come Tauger, determinati a dire la verità anche quando tale verità è impopolare, sono fin troppo rari e spesso annegati sotto il coro dei falsari anticomunisti.

Fonti: Ricerca di Mark Tauger, in particolare “Modernizzazione dell’agricoltura sovietica” (2006); “Stalin, agricoltura sovietica e collettivizzazione” (2006); e “Contadini sovietici e collettivizzazione, 1930-1939: Resistenza e adattamento”(2005), tutti disponibili su Internet.

Consulta anche il capitolo 1 del mio libro Bloody Lies; La prova che ogni accusa contro Iosif Stalin e l’Unione Sovietica in “Bloodlands” di Timthy Snyder è falsa. (New York: Red Star Press, 2013). (New York: Red Star Press, 2013), at http://msuweb.montclair.edu/~furrg/research/furr_bloodliesch1.pdf

Sulla carestia del 1946-47, l’opera di Stephen G. Wheatcroft, “The Soviet Famine of 1946–1947, the Weather and Human Agency in Historical Perspective.” Europe-Asia Studies, 64:6, 987-1005.

 

Ultima modifica ilDomenica, 13 Novembre 2022 11:06
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