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EX ILVA: la Scuola Rossa sostiene la lotta degli operai
COMUNICATO
La Scuola Rossa si pone con forza al fianco degli operai della ex-Ilva di Taranto, di Genova, di Novi Ligure, di Racconigi, di Marghera e contro il governo Meloni il quale continua a prendere in giro gli operai, ed oggi lo fa con la proposta del cosiddetto “piano corto”, mentre continua sulla strada della completa chiusura degli stabilimenti. Il governo non vede l’ora di chiudere l’intero complesso ex-Ilva. Ma non solo.
La Scuola Rossa si pone con forza al fianco degli operai di tutto l’indotto ex-Ilva i quali, più di tutti, sono vulnerabili. Esempi lampanti sono i licenziamenti ora in atto presso la Semat, con il licenziamento di 220 lavoratori; la Pitrelli srl che non ha intenzione di rinnovare la cassa integrazione per 56 lavoratori; la Hiab di Taranto con 88 lavoratori in odore di licenziamento. Ricordiamo che ogni operaio, ogni lavoratore licenziato equivale a una famiglia sul lastrico.
Parliamo in tutto di circa 18-mila operai (e quindi famiglie), tra lavoratori diretti e lavoratori dell’indotto, che saranno a breve per la strada. Iniziano i licenziamenti collettivi.
Tutto ciò mentre il governo Meloni è disinteressato alla bomba sociale in atto in questo paese, e mentre il presidente Meloni gioca con l’alberello di natale.
La lotta degli operai ex-Ilva e dell’indotto continua e deve fermamente continuare ma dobbiamo fare un passo in avanti. Un passo in avanti che i sindacati non possono fare poiché non è nella loro natura; non è nel loro ruolo.
Noi della Scuola Rossa siamo consapevoli e coscienti della mancanza di una forza politica comunista che guidi queste lotte operaie rendendole realmente politiche. Che gli operai trasformino la lotta economica per l’occupazione e il salario in reale lotta politica.
La Scuola Rossa si pone come avanguardia per guidare e unire le diverse lotte economiche nel paese, tra loro distanti e distaccate, in una unica potente lotta politica. Gli operai non sono soli.
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