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Cosa è veramente la “coalizione dei volenterosi”? In evidenza

Parte dei lavori della Scuola Rossa: "Analisi quotidiane".

17.05.2025 - Cambiamenti importanti sono in atto nel mondo che richiedono una riflessione marxista-leninista, e non populista come accade nel mainstream, e ci riferiamo ai vari talk-show e articoli di giornali di natura imperialistica, ai diversi interventi di politicanti, italiani e non, poco attrezzati per comprendere le vere ragioni strutturali dei conflitti in atto.

La Scuola Rossa, scuola del marxismo-leninismo, del comunismo, del socialismo scientifico ritiene opportuno ripetere alle compagne e ai compagni che il mondo sta subendo un cambio di paradigma irreversibile, e il mondo multipolare sta emergendo. Tale cambiamento oramai chiaro nella sua traiettoria, e la cui nascita è avvenuta in modo assolutamente dialettico dal di dentro del mondo unipolare morente, mondo a guida statunitense, britannico ed europeo, potrebbe anche tramutarsi in un mondo bipolare e ciò dipenderà in futuro dalle decisioni del capitalismo finanziario, quindi dalle decisioni dell’oligarchia finanziaria atlantista, la quale detta cosa fare in modo molto preciso alle classi politiche atlantiste, sia nazionali che transnazionali.

In definitiva, il mondo multipolare oramai realtà, nato ed emerso dal morente mondo unipolare, potrebbe trasformarsi in un mondo a due blocchi se la classe dominante che guida gli Stati Uniti deciderà di rimanere incollata ai desiderata dell’oligarchia finanziaria europea a guida britannica. La vittoria di Trump alle ultime elezioni presidenziali, ricordiamo, segna il consolidarsi di un conflitto dentro il capitalismo finanziario tra la componente globalista, in declino, la quale è ancorata ad una visione unipolare del mondo ed è morente, il cui centro è la City di Londra, la Banca d’Inghilterra e tutte le ricche famiglie capitalistiche associate, e la componente più nazionalistica, ora emergente, che cerca di svincolarsi dall’imperialismo del Regno Unito. Un compromesso tra queste due forze dentro il capitale potrebbe portare ad un mondo diviso in due blocchi contrapposti. Ricordiamo anche che oggi i paesi imperialistici (e vi preghiamo di ricordare la definizione scientifica di imperialismo, la definizione di Lenin e non quella di Kautsky molto in voga invece nel populismo mainstream) sono: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Giappone, con la lenta emersione del Canada. Difatti, i paesi che più di altri cercano la guerra con la Russia sono proprio quelli appena indicati.

Stati Uniti, prima di Trump, quando il paese era più o meno in linea con il piano globalista del capitale finanziario; il Regno Unito di Starmer; la Francia di Macron; la Germania di Merz; il Canada di Carney. In diversi hanno lavorato per il capitale finanziario in passato. Carney del Canada ha coperto incarichi economico-finanziari in Goldman Sachs e nella Banca del Canada; Merz della Germania ha coperto incarichi in consigli di amministrazione, di sorveglianza di diverse società finanziarie tra cui BlackRock Germania; Macron viene direttamente dalla banca d’affari Rothschild & Co. Per ciò che concerne Starmer nel Regno Unito, la questione non è il singolo politico oppure il partito di riferimento, ma il paese in sé ad essere il centro finanziario per eccellenza, la cui organizzazione politica a due partiti non consente l’emersione di alcuna figura che esca dal seminato tracciato dal capitale finanziario. Per ciò che concerne Trump, invece, come abbiamo detto, è l’effetto di un contrasto di tipo nazionalistico dentro l’imperialismo e l’effetto a livello superiore, sovrastrutturale, politico del contrasto tra Stati Uniti e gli ex (?) alleati Regno Unito, Francia e Germania.

Solo da ciò possiamo comprendere come mai la coalizione dei volenterosi sia composta da Regno Unito, Francia, Germania dove non troviamo gli Stati Uniti, per le motivazioni sopra esposte. Sono ora questi tre paesi, queste tre classi politiche al potere guidate dal capitale finanziario di stampo globalista, egemone, che sono alla ricerca di ulteriore potere e ricchezza, e muovono contro la Russia per sconfiggerla strategicamente con l’obiettivo di spezzettarla in diverse macroregioni, acquisirne le immense risorse naturali e arricchire così le multinazionali e, di conseguenza, le oligarchie finanziarie occidentali.

In questo contesto, l’Unione Europea si materializza come braccio politico transnazionale delle oligarchie finanziarie e la NATO si materializza come braccio armato transnazionale delle stesse oligarchie finanziarie.

È evidente, quindi, come la NATO, strumento del capitale finanziario, abbia avuto il compito da parte del capitale finanziario di prepararsi alla guerra proprio contro quei paesi che hanno una imponente capacità di risorse, una importanza geografica strategica: la Russia, la Cina. Per iniziare. Non mancano naturalmente altri paesi meno voluminosi, ma dalle risorse notevoli quali l’Iran, il Venezuela, e i paesi africani in generale. Dopotutto, la storia recente dimostra che quando si tratta di riconoscere un pupazzo del capitale finanziario quali Guaidò in Venezuela oppure Áñez in Bolivia, Stati Uniti e i paesi europei sopra menzionati sono sempre in prima fila per il loro riconoscimento e la loro legittimazione.

Arriviamo, quindi, a ciò che sta accadendo nel conflitto tra Russia e NATO, di cui l’Ucraina è solo uno strumento di quest’ultimo. Prima di tutto dobbiamo affermare che gli Stati Uniti a guida Trump non sono affatto neutrali. Trump è stato già presidente dal gennaio del 2017 al gennaio del 2021, e lo è stato, quindi, dopo il colpo di stato in Ucraina del 2014, ed è stato colui, più di altri, che ha organizzato militarmente l’Ucraina per lo scontro contro la Russia. Biden arriva alla Casa Bianca nel gennaio del 2021, un anno prima, quindi, dell’intervento russo in Ucraina.

Inoltre, la Russia, la quale si vede nel tempo circondata da paesi che entrano nella sfera NATO e, quindi, nel braccio armato del capitale finanziario globalista, non può permettere che anche l’Ucraina intraprenda lo stesso percorso. Questo non per affinità elettive, al netto dei territori russi e abitati dai russi, quali Crimea, Lugansk, Donetsk, Zaporisha, Kershon, e a seguire Kharkiv, Odessa, Sumy, Mykolaiv, ecc., ma per la collocazione geografica dell’Ucraina la quale, se si ha la pazienza di vedere una mappa, entra profondamente nella Russia. Il tragitto di un missile balistico NATO arriverebbe a Mosca in pochissimi minuti.

La questione economica, finanziaria, commerciale, del capitale finanziario è chiara. Arricchirsi, arricchirsi, arricchirsi; potere, potere, potere. Il compito della NATO in quanto braccio armato dell’imperialismo è trovare le soluzioni militari per la vittoria strategica contro la Russia; il compito dell’Unione Europea in quanto braccio politico dell’imperialismo in Europa è trovare le soluzioni politiche affinché le classi lavoratrici e non solo, si adattino gradualmente all’odio e al conflitto contro la classe lavoratrice, e non, della Russia. Al conflitto con la Russia, conflitto che il capitale finanziario vuole vincere per arrivare poi al pezzo grosso: la Cina. Questo è il giochino in atto. Naturalmente, per il successo di questa operazione rimane necessario il lavoro certosino, preciso dei servi a contorno delle oligarchie finanziarie: il giornalismo, la comunicazione, l’informazione mainstream.

La Russia, quindi, è la vittima del capitale finanziario atlantista. È la vittima oggi dell’imperialismo. La Cina lo sarà domani. È per queste ragioni che la Scuola Rossa, scuola del marxismo-leninismo, auspica una vittoria decisa contro le forze imperialistiche da parte della Russia la quale non è affatto isolata ma sta costruendo un mondo multipolare con il necessario contributo di altri attori quali la Cina, l’India, il Brasile, l’Iran, e in cui anche gli altri paesi socialisti quali il Vietnam, la Corea del Nord, il Laos e Cuba hanno un ruolo importante.

Auspicare la vittoria della Russia su tutta la linea, militare e politica, significa sconfiggere l’imperialismo sul campo; significa consentire l’emersione delle contraddizioni economico-sociali nei paesi imperialisti sopra menzionati e significa altresì difendere la Cina, oggi nella fase primaria del socialismo come riporta la sua stessa costituzione. Rimane naturalmente alle classi operaie dei paesi imperialisti sollevarsi contro le proprie classi dominanti. Rimane alle classi operaie e alle categorie sociali oppresse negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Germania, in Canada, così come negli altri paesi capitalisti europei, soggiogare il capitale educandosi e organizzandosi in partiti rivoluzionari. Non c’è altra via.

La classe politica russa è consapevole che l’imperialismo pone una minaccia esistenziale, ed è consapevole che il regime di Kiev sia lo strumento dell’imperialismo. La missione militare che ha come compiti principali la demilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina non potrà prevedere alcuna pace sino a quando il neonazismo sarà in controllo del paese. Ciò implica che i colloqui cosiddetti di pace in Istanbul servano per consentire il raggiungimento di due obiettivi da parte della classe politica russa: da una parte, rafforzare la separazione tra gli Stati Uniti e il resto dei paesi imperialisti facendo leva sullo sforzo per il raggiungimento della pace la quale però non potrà mai essere raggiunta sino a quando gli eredi di Stepan Bandera saranno al potere in Ucraina; dall’altra, prendere tempo per consentire la spinta finale in termini militari per arrivare a ciò che implica i termini demilitarizzazione e denazificazione. La sconfitta militare della NATO in Ucraina.

Ultima modifica ilLunedì, 29 Dicembre 2025 15:58
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