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L'imperialismo colpisce il Venezuela: cosa sta succedendo davvero? In evidenza

Parte dei lavori della Scuola Rossa: "Analisi quotidiane".

Il Venezuela, guidato dal legittimo e democraticamente eletto Presidente Maduro, è stato vigliaccamente e meschinamente attaccato, nelle ultime ore, dagli Stati Uniti. Durante questo vile attacco, il Presidente Maduro è stato rapito dai militari statunitensi e portato a New York. Essendo un rapimento, esso è di fatto un crimine gravissimo che porta la firma di Trump.

Un rapimento. Non una cattura, assolutamente non un arresto. Un vile, viscido e illegale rapimento. Stesso modus operandi imperialistico usato dopotutto in passato: Gheddafi, Saddam Hussein, Slobodan Milosevic.  

La Scuola Rossa condanna fermamente e risolutamente questo crimine, e condanna altrettanto duramente le classi politiche al servizio del capitale finanziario che in queste ore stanno celebrando il rapimento del Presidente Maduro. Di servi, come è ben noto, ne è piena la classe politica italiana, sia essa al governo oppure all’opposizione.

La Scuola Rossa chiede agli alleati strategici del Venezuela quali Russia e Cina, estendendo tale richiesta ai BRICS, un cambio di passo deciso. La realtà non prevede più la legge internazionale. È quindi tempo di agire, non solo di condannare. È tempo di agire contro questo atto meschino concluso ieri dall’amministrazione Trump per volontà dell’oligarchia finanziaria, classe dominante nell’imperialismo in quanto fase suprema del capitalismo. Il mondo è cambiato e oggi abbiamo di fronte pirati, non politici.

Quindi, compagni, mentre la Scuola Rossa condanna fermamente questo vile attacco statunitense e il rapimento illegale del Presidente Maduro, cosa fanno i governi europei tra cui quello italiano? Se ne rallegrano stupidamente e ciecamente.

L’accusa che il procuratore generale statunitense Bondi ha divulgato ieri non menziona affatto il fentanyl, la droga il cui spaccio in territorio statunitense è stato il mantra trumpiano per mesi contro Maduro. Se dobbiamo discorre di droga, dobbiamo allora chiarire che la maggior parte della droga arriva negli Stati Uniti dal Messico, dalla Colombia, dall’Ecuador, dal Perù e dalla Bolivia attraverso la via del Pacifico. Secondo la Dea (l’amministrazione per l'applicazione della legge sulla droga), il 93% della cocaina viene dalla Colombia attraverso la frontiera con il Messico. Neanche seconda la Dea, il Venezuela è il paese della droga.
Di cosa stiamo parlando allora?

È ormai risaputo che l’obiettivo dell’oligarchia finanziaria, del grande capitale statunitense e anche europeo, sia quello di appropriarsi delle immense risorse del Venezuela. Stesso modus operandi in atto contro la Russia e contro l’Iran.

Il Venezuela è uno dei paesi più ricchi al mondo di risorse naturali.

Petrolio: le riserve più grandi del pianeta, con oltre 300 miliardi di barili, concentrate soprattutto nella Fascia dell'Orinoco.

Gas naturale: tra le riserve più grandi dell'America Latina e del mondo (quarte o seste a seconda delle stime).

Oro: riserve molto abbondanti, con estrazioni significative.

Minerale di ferro con depositi importanti negli altopiani della Guiana.

Inoltre, bauxite, carbone, diamanti, nichel e coltan il quale, quest’ultimo, è un minerale da cui si estraggono niobio e tantalio, essenziali per l'elettronica moderna (telefoni, PC, ecc.) per via della loro eccellente conduttività.

Inoltre, il Venezuela ha un grande potenziale idroelettrico grazie a fiumi e dighe come quella di Guri, e una biodiversità enorme, con foreste e risorse agricole.

Con la menzogna di contrastare il traffico di droga, gli Stati Uniti hanno di fatto consumato un’aggressione imperialista contro un paese sovrano. Non si tratta di droga ma di risorse naturali. Si tratta di furto, di pirateria. “E noi zitti sotto?” Il governo Meloni e i giullari liberali e conservatori in parlamento e nel governo certamente sì. Sono abituati a essere schiavi dell’imperialismo. Ma noi siamo bolscevichi ed è nostro dovere combattere l’oligarchia finanziaria.

Relativamente agli acquirenti del petrolio del Venezuela, i principali sono la Cina con l’85% di tutte le esportazioni, oltre a Stati Uniti, India, Cuba e i paesi dell’Unione Europea. Cuba, per esempio, importa la metà del suo fabbisogno energetico proprio dal Venezuela.

I due paesi, Venezuela e Cuba, usano il sistema del baratto, ovvero petrolio in cambio di materiale medico, insegnanti e personale di intelligence. L’interruzione di queste spedizioni avrebbe un effetto catastrofico per l’economia cubana.

Al momento la Petróleos de Venezuela, PDVSA, è la compagnia petrolifera dello Stato, di proprietà al 100% dello stato venezuelano. Ma con joint venture con compagnie straniere quali Chevron (USA), Total (Francia), Rosneft (Russia), la compagnia petrolifera nazionale cinese (CNPC) e l’ENI (Italia).

Gli Stati Uniti erano il principale compratore di petrolio ma da quando le sanzioni sono state imposte al Venezuela, la Cina è diventata la principale destinazione nell’ultimo decennio.

Inoltre, la Petróleos de Venezuela è proprietaria di significative capacità di raffinazione fuori dal Venezuela, inclusa la CITGO negli Stati Uniti la quale però è stata venduta per ordine del tribunale alla Amber Energy Inc. (USA). Cosa è l’Amber Energy Inc.? La Amber Energy Inc. esplora, sviluppa e produce petrolio e gas, ed è una società affiliata della Elliott Investment Management, fondata da Paul Singer, noto per il suo fervente sostegno a Israele e al sionismo, e per i suoi finanziamenti a cause pro-Israele nonché sostegno ai partiti politici statunitensi favorevoli a Israele.

Ricordiamo qui un dato fondamentale. Maduro si è spesso espresso violentemente contro il regime sionista e il suo costante genocidio a Gaza.

Quindi, care compagne e cari compagni, care operaie e operai, lavoratrici e lavoratori, l’aggressione imperialista continua. Dopo l’Iran, la Siria, il Libano e lo Yemen, ora tocca al Venezuela. Dopo il Venezuela, messe al sicuro le risorse naturali del paese, l’imperialismo attaccherà nuovamente l’Iran usando l’avamposto dell’oligarchia finanziaria in Medio Oriente: il regime sionista. 

Da parte nostra la questione è chiara. La Scuola Rossa condanna con forza questo vile attacco da parte dell’imperialismo statunitense e ribadisce, riafferma, ancora una volta, la natura terroristica dell’imperialismo, non solo statunitense, data la collusione dell’Unione Europea, dei diversi paesi parte dell’Unione Europea, nel volere e nel ricercare un colpo di stato nel paese caraibico in modo tale da collocare un perfetto “pupazzo” dell’imperialismo alla guida del Venezuela.

Ricordiamo la definizione scientifica di fascismo in modo tale che comprendiate la deriva da parte dell’oligarchia finanziaria occidentale, e dei suoi servi in politica: “il fascismo al potere è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario”.

Questa è esattamente la deriva autoritaria da parte dell’oligarchia finanziaria e delle classi politiche genuflesse, tra cui l’amministrazione Trump. Ma non solo.

 

 

Ultima modifica ilMercoledì, 07 Gennaio 2026 10:19
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