Rivista aperiodica teorica del marxismo-leninismo
Organo teorico della Scuola Rossa

L’abolizione del salariato

di Manuel Santoro

Questa lezione conclusiva sul lavoro di Marx “Salario, prezzo e profitto” ci permette di arrivare al nocciolo della questione che deve interessare operaie e operai, e più in generale i lavoratori salariati poveri. Ovvero, l’abolizione del salariato. [Vedi la video-lezione qui: https://youtu.be/HHQV-dAcd50

Abbiamo precedentemente visto come la forza-lavoro in quanto merce debba tenere conto del limite fisico e del limite sociale, e che limite fisico sia duplice: da una parte bisogna tenere conto della durata della giornata lavorativa e dall’altro bisogna tenere conto del rapporto tra prezzo e valore della forza-lavoro.

È un fatto che il sistema del salariato sia naturalmente in funzione degli interessi del capitalista, sia favorevole al capitalista e mai all’operaio, e che l’operaio deve sempre e comunque attivarsi per un’azione politica congiunta e generale della classe contro gli interessi dei capitalisti per la propria sopravvivenza. Mentre il capitalista ha dalla sua parte la categoria della politica, della comunicazione, dell’informazione, e tante altre leve che possono indirizzare, da una parte, la retorica politica e comandare la politica a precisi atti legislativi, la classe operaia ha dalla sua parte solo se stessa e la propria coscienza di classe che tramite la lotta politica forza la mano e costringe la politica ad azioni legislative in favore delle operaie e degli operai. Solo la lotta di classe può questo, non certo la magnanimità e l’empatia della politica che come ben sappiamo è al servizio della classe dominante in quanto sovrastruttura.

Scrive difatti Marx che “senza la pressione costante degli operai dall'esterno, l’intervento [legislativo] non si sarebbe mai verificato”, e che “proprio questa necessità di un’azione politica generale che ci fornisce la prova che nella lotta puramente economica il capitale è il più forte.”

Quindi, l’operaio è naturalmente più debole rispetto al capitalista nella società capitalistica; è superfluo ricordare che proprio l’opposto avviene nel socialismo, dove naturalmente non parleremmo più di capitalisti ma di ex capitalisti. Nel socialismo come abbiamo ben studiato nella Fase I, l’operaio è al comando dello Stato e, quindi, della politica poiché la classe operaio è classe dominante.

Anche l’accumulazione del capitale è un maleficio per l’operaio. L’accumulazione del capitale è causa di una modificazione del capitale tra capitale costante e capitale variabile, poiché accresce la quota parte del capitale costante in modo notevole. L’accrescimento della quota parte del capitale formata dalla parte costante cresce più velocemente della parte variabile e ciò implica un impoverimento radicale della classe operaia che è legata e dipende dai salari.

Scrive Marx che “parallelamente all'accumulazione progressiva del capitale ha luogo una modificazione crescente nella composizione del capitale. Quella parte del capitale che è formata da capitale fisso, macchine, materie prime, mezzi di produzione d'ogni genere, aumenta più rapidamente di quell'altra parte del capitale che viene investita in salari, cioè per comperare forza-lavoro.”

In definitiva, il salario relativo diminuisce. Su questo punto vi invito a rivedervi la lezione della Fase I sul testo di Marx “Lavoro salariato e capitale”, lezione 31 che trovate sul nostro canale YouTube. Lì trovate tutti i dettagli necessari a comprendere questo concetto, ma in soldoni, basterà dire che è proprio l’evoluzione e lo sviluppo del capitalismo nella sua fase di libera concorrenza che consente l’accumulazione del capitale e l’accrescimento della distanza sociale tra la classe operaia e la classe capitalistica. La tendenza della produzione capitalista è proprio quella di favorire il capitalista, e sicuramente non favorire l’operaio a meno che non ci sia di mezzo la vita stessa dell’operaio che come una macchina deve essere in grado di continuare a lavorare giorno dopo giorno. 

Scrive Marx che “lo sviluppo dell'industria moderna deve far pendere la bilancia sempre più a favore del capitalista, contro l'operaio, e che per conseguenza la tendenza generale della produzione capitalistica non è all'aumento del livello medio dei salari, ma alla diminuzione di esso, cioè a spingere il valore della forza-lavoro, su per giù, al suo limite più basso.”

Continua Marx: “se tale è in questo sistema la tendenza delle cose, significa forse ciò che la classe operaia deve rinunciare alla sua resistenza contro gli attacchi del capitale e deve abbandonare i suoi sforzi per strappare dalle occasioni che le si presentano tutto ciò che può servire a migliorare temporaneamente la sua situazione?” Naturalmente no. Ma ciò non è l’obiettivo della classe. La lotta economica è un obiettivo di breve termine, un obiettivo di natura tattica; l’obiettivo vero, strategico della classe operaia rimane l’abolizione del sistema del salariato.

La classe operaia lotta tatticamente contro gli effetti dello sviluppo del capitale ma deve lottare ancora con più forza strategicamente contro le cause di questi effetti. Se così non fosse, se la classe operaia si focalizzasse come avviene timidamente oggi sulla lotta economica, nelle parole di Marx, essa potrebbe “soltanto frenare il movimento discendente, ma non mutarne la direzione; che essa applica soltanto dei palliativi, ma non cura la malattia. Perciò essa [la classe operaia] non deve lasciarsi assorbire esclusivamente da questa inevitabile guerriglia, che scaturisce incessantemente dagli attacchi continui del capitale o dai mutamenti del mercato.”

“Essa” [la classe operaia], continua Marx, “deve comprendere che il sistema attuale, con tutte le miserie che accumula sulla classe operaia, genera nello stesso tempo le condizioni materiali e le forme sociali necessarie per una ricostruzione economica della società. Invece della parola d'ordine conservatrice: "Un equo salario per un'equa giornata di lavoro", gli operai devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario: "Soppressione del sistema del lavoro salariato".”

 

Ultima modifica ilSabato, 27 Gennaio 2024 15:41
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